Pillola 5 giorni dopo. Sacconi (Ap): Prima di via libera Aifa chiarisca classificazione farmaco

ROMA – Prima che si dia il via libera anche in Italia alla commercializzazione senza ricetta medica della pillola dei 5 giorni dopo, come previsto dall’EMA, sarebbe opportuno sapere in che modo l’Aifa classifichi un farmaco che con ogni probabilità svolge un’azione antinidatoria come l’EllaOne. Vale a dire se lo ritenga un medicinale ad uso contraccettivo o -come sono convinto che sia – di un medicinale  abortivo. In questo secondo caso ricordiamo che aldilà delle prescrizioni dell’Ema sui farmaci prevale in ciascun paese la specifica disciplina sulla pratica abortiva. In Italia, sulla base di una legge che ha ben funzionato, essa deve realizzarsi per intero nell’ambito di una struttura ospedaliera, dalla prima fase decisionale al suo compimento, senza soluzione di continuità. E ciò nel nome della salute della donna tanto più quando giovanissima e ancor più bisognosa di assistenza fisica e psicologica. È incomprensibile vi sia chi, invece, vuole a tutti i costi banalizzare un atto così drammaticamente rilevante, auspicando che la pillola possa essere lo strumento con il quale compierlo in solitudine. Ancora una volta, tanto la legge vigente ha rappresentato un compromesso largamente accettato con esiti positivi, testimoniati dalla periodica relazione ministeriale, quanto continua la pressione di alcuni settori affinché si spacchi la coesione della nazione e si amplino i percorsi di annichilimento“. Lo ha dichiarato il presidente del gruppo al Senato di Area Popolare Ncd-Udc, Maurizio Sacconi.

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