Screening gratuito di solidarietà ieri pomeriggio nell’ambulatorio della parrocchia di San Pietro in via Lazio a Ragusa

Screening gratuito di solidarietà ieri pomeriggio nell’ambulatorio della parrocchia di San Pietro in via Lazio a Ragusa, c’era anche il direttore della Caritas diocesana Domenico Leggio: “E’ importante muoversi anche sul fronte della prevenzione”

RAGUSA (RG) – Screening gratuito di solidarietà ieri pomeriggio all’ambulatorio che si trova nei locali della parrocchia San Pietro di via Lazio a Ragusa. C’è stata la possibilità di effettuare il controllo glicemico, quello riguardante la pressione arteriosa e poi, grazie ai referenti dell’Aic, anche apprendere quali i protocolli da seguire per capire se ci sono i sintomi dell’intolleranza al glutine quindi se il soggetto è celiaco. L’ambulatorio, attivato lo scorso 12 dicembre, è sorto grazie alla stretta collaborazione tra Caritas diocesana, Pastorale della salute, parrocchia di San Pietro e con la proficua collaborazione dell’Ordine dei medici e dei farmacisti oltre che con il Rotary. “L’obiettivo – sottolinea il direttore della Caritas diocesana, Domenico Leggio – oltre che aiutare chi non può permettersi di pagare delle cure, è quello di intervenire in chiave preventiva. Spesso non ci si pensa. Ma i controlli servono proprio ad evitare che la malattia, qualsiasi essa sia, venga fronteggiata proprio quando è ormai nello stato di conclamazione. La stretta intesa che come Caritas abbiamo raggiunto con la Pastorale della salute ci consente di insistere proprio su questo aspetto, cioè sull’importanza della prevenzione. Abbiamo in mente di formare dei gruppi nelle parrocchie che possano sensibilizzare le varie comunità sui temi in questione. E’ un percorso, comunque, ancora tutto da costruire”. Ieri pomeriggio, tra l’altro, fondamentale il supporto ricevuto dall’Aiad per lo screening glicemico. “Abbiamo promosso l’appuntamento in questione – sottolinea don Giorgio Occhipinti, direttore dell’ufficio diocesano per la Pastorale della salute – in occasione della XXVI edizione della Giornata mondiale del malato. L’ambulatorio solidale non può naturalmente essere una risposta autosufficiente ma è da inserire in un processo più ampio di presa in carico delle persone, attuato con i centri di ascolto, le parrocchie, i servizi di accoglienza e di prossimità. Torneremo molto presto a proporre altri screening di solidarietà proprio perché intendiamo puntare parecchio sulla prevenzione” (nella foto di gruppo da sinistra l’infermiere professionale Giuseppe Occhipinti; Gianna Miceli dell’Aiad con il suo infermiere; don Giorgio Occhipinti; Gabriella Campo responsabile Aic; l’infermiere professionale Emanuele Distefano; il dott. Michele Campione; Domenico Leggio).

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