Dialogo – Il solare, futuro della Sicilia

C’è anche il ricercatore del Cnr Mario Pagliaro fra gli esperti intervistati da Alessandro Cacciato per ‘Il petrolio? Meglio sotto terra’, il libro appena pubblicato ​da StreetLib ​su ‘come ​e perché ​usare l’energia solare per ​risparmiare ​sulle bollette di ​gas e ​luce’.

Pagliaro, fondando nel lontano 2007 il Polo Solare della Sicilia, ha coniato il termine ‘helionomics’ per indicare l’economia dell’energia solare, allora praticamente inesistente. Oggi, l’Italia produce più dell’8% del proprio fabbisogno di elettricità dal fotovoltaico. E nel mondo si installano 500mila pannelli al giorno. Lo abbiamo intervistato.

E’ realistico pensare ad un’uscita dal petrolio attraverso le fonti rinnovabili?

Non solo è realistico. Ma occorre agire subito, proprio adesso che il costo del fotovoltaico si è quasi azzerato ​e che la crisi economica evidenziata dal crollo dei consumi energetici, richiede di liberare risorse per famiglie e imprese​.  ​In Italia, abbiamo solarizzato 500mila ​tetti sugli 11 milioni di abitazioni ​mono​ e bifamiliari​;​ mentre sono un milione i capannoni  ancora da solarizzare. Facendolo, ci si libera sostanzialmente dalla bolletta elettrica: come sanno bene, ad esempio, al Porto di Palermo dove sui tetti dei capannoni usati come deposito su una superficie di 7000 mq ​ è integrato un impianto di 850 ​chilowatt che genera oltre 1 milione di chilowattora ogni anno.

​Non c’è conflitto fra pannelli fotovoltaici e bellezza? Basta guardare quegli impianti solari con lo scaldabagno nelle villette che costeggiano le strade, per pensare di sì.

​Non c’è più alcun conflitto. Abbiamo pubblicato nei mesi scorsi nella letteratura scientifica internazionale le Linee guida per l’integrazione architettonica del solare tanto nei centri urbani che nelle isole della Sicilia. E sono proprio alcuni pionieristici impianti realizzati in Sicilia, fra l’altro, ad averlo dimostrato. Solo che ancora oggi accade che ​il Papa ​disponga a pochi metri dalla Cupola di S. Pietro di un impianto fotovoltaico  da oltre 2​20 chilowatt sul tetto dell’Aula ‘Paolo VI’, realizzato ​nel 2008 ​in conformità ai più stringenti vincoli internazionali ​sul restauro. Mentre in Sicilia vige il vincolo preventivo su pressoché tutto il territorio regionale.​

Solo capannoni e abitazioni, dunque?

Qualsiasi edificio: con qualsiasi destinazione d’uso. Questo è il ​tetto di un cineteatro di Palermo, reso fotovoltaico ​attraversi una guaina ​su cui aderiscono moduli fotovoltaici flessibili per una potenza complessiva ​d​i quasi 16 chilowatt. Oltre alla generazione di abbondante elettricità attraverso un impianto invisibile, il gestore del teatro beneficia della completa impermeabilizzazione del tetto, e di un significativo isolamento termico durante i prolungati mesi estivi della Sicilia. Mi consenta ​, in questo caso, ​una nota personale.

​Prego

Sono un ex giocatore di pallanuoto. Ho avuto il privilegio​ di giocare qualche partita contro Francesco Scuderi, grande pallanuotista catanese, scomparso durante l’ispezione del tetto di una piscina di Catania. Il tetto ​della piscina ​era sede di infiltrazioni d’acqua. Ecco. ​Il nuovo Governo regionale potrà dedicare a Francesco la solarizzazione di tutti gli impianti sportivi della Sicilia con la guaina fotovoltaica  in questione la cui efficienza peraltro,  nel corso degli ultimi 5 anni, è raddoppiata​: raddoppiando quindi la convenienza. ​​

Il fotovoltaico, dunque, serve a generare energia solo per gli edifici?​

​No. Serve pure a liberare le amministrazioni locali dal costo della pubblica illuminazione. Vi sono i lampioni fotovoltaici di nuova generazione installati sul Lungomare di Palermo, in margine alla nostra presidenza di A​mg Energia. A chi pensi che non sia possibile illuminare così un’intera città, basti il caso di Imperia​, in Liguria​: dove ​ i lampioni fotovoltaici installati in rapporto al totale sono già quasi 300 ​ogni mille​ punti luce​.​

​Le persone fanno spesso confusione. ​I pannelli solari servono a produrre​ elettricità​, o anche calore​?​

​​Entrambe le forme di energia. E pure con grande facilità. Come ad es. il ​pannello solare ad aria sulla ringhiera di un condominio di Palermo. Genera gratuitamente ogni giorno centinaia di metri cubi di aria calda e asciutta veicolati gratuitamente all’interno dell’appartamento da una piccola ventola fotovoltaica ​ nascosta nel pannello​. Il flusso di aria calda e ricca di ossigeno ventila gli ambienti, oltre a riscaldarli, ​e ​porta via i contaminanti. I benefici s​i misurano in denaro, sul costo della bolletta del gas pressoché azzerata, che​ in termini di benessere. Basta entrare in questo appartamento, per provare una sensazione di benessere molto rara, in Sicilia, dovuta ai livelli ideali di temperatura e di umidità dell’aria. Lei comprenderà l’importanza di una simile tecnologia per le scuole siciliane, afflitte da impianti di riscaldamento obsoleti e spesso prive di risorse per pagare il costo del combustibile.

Con i ricercatori del suo team, sostenete come il solare sia il futuro della Sicilia. In concreto, come?

In due modi: programmazione e formazione. Il costo delle tecnologie è crollato, e la loro applicabilità è divenuta universale. Ma famiglie e imprese non possono ricorrervi perché in quasi tutto il territorio regionale vige il vincolo preventivo. Il nuovo Governo regionale avrà il compito di varare una legge che promuova il ricorso massivo di tutti i siciliani, inclusi gli abitanti delle isole minori, all’energia del sole, adottando nell’ambito della nuova legge Linee guida all’avanguardia per l’integrazione architettonica e paesaggistica. La formazione, poi, è quella necessaria ai tecnici regionali perché affianchino quelli dei Comuni, in larga parte troppo piccoli e con risorse finanziarie limitate, e promuovano l’adozione massiva dell’energia solare in tutti gli edifici e in tutti gli impianti di illuminazione pubblici utilizzando le grandi risorse comunitarie a disposizione per le energie rinnovabili e l’efficienza energetica.

 

 

 

Print Friendly, PDF & Email