100 anni dal terremoto della Marsica: mostra e documentario Ingv a Celano

Una mostra al castello Piccolomini di Celano per il centenario del disastroso terremoto della Marsica, che causò circa 30mila vittime e ingenti danni in numerosi centri abitati non solo dell’Abruzzo ma anche dell’Italia centrale. A organizzarla, l’Ingv in collaborazione con la Soprintendenza per i beni archeologici e la Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici dell’Abruzzo. Martedì 31 marzo alle 10.30 la presentazione del percorso espositivo e del documentario “Le Radici Spezzate”

CELANO – “1915 – 2015: cento anni dal terremoto della Marsica”. È il titolo della mostra interattiva, realizzata dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) in collaborazione con la Soprintendenza per i beni archeologici e la Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici della Regione Abruzzo, che sarà presentata martedì 31 marzo alle 10.30 presso l’Auditorium del Castello Piccolomini di Celano. Ad aprire il percorso espositivo, la presentazione del documentario realizzato dall’Ingv, “Le Radici Spezzate, Marsica 1915 – 2015”, di Lucrezia Lo Bianco e Agostino Pozzi. Un racconto, con parole e immagini, delle delocalizzazioni dei centri abitati in seguito al terremoto del 1915, attraverso i quattro luoghi simbolo di Frattura, Aielli, Sperone e Alba Fucens.
“L’iniziativa”, spiega Giuliana D’Addezio, ricercatrice dell’Ingv e curatrice della mostra, “rientra nell’ambito delle manifestazioni previste dall’Ingv per il centenario del terremoto e rappresenta un’occasione per l’arricchimento della cultura della prevenzione. La mostra si propone di ripercorrere, attraverso un percorso storico e multimediale, i molteplici aspetti di una delle più grandi tragedie sismiche italiane”.
Grazie alle postazioni interattive, pannelli descrittivi, filmati e simulazioni sismiche, sarà possibile capire come e perché si verificano i terremoti, studiare il moto delle placche con exhibit interattivi e seguire il monitoraggio dei fenomeni sismici.
A far crescere la consapevolezza dell’esistenza dei rischi naturali, poi, i pannelli dedicati alle conseguenze socio-ambientali del terremoto della Marsica. Frutto di un lavoro di ricerca realizzato dai volontari del Servizio civile nazionale (Scn), i pannelli affrontano in modo capillare il problema degli orfani e la ricostruzione post sisma.
“Assoluta particolarità del percorso espositivo”, continua Giuliana D’Addezio, “una piattaforma vibrante (progettata per un massimo di sei persone) che simula le scosse del terremoto dell’Aquila del 2009, avvertite in tre località a diversa distanza dall’epicentro. Il visitatore salendo sulla struttura può rendersi conto di come l’entità della scossa possa variare a seconda della distanza. Inoltre, a mostrare gli effetti del terremoto sui manufatti, uno scaffale ripieno di oggetti che risente delle vibrazioni”.
Altra attrazione della mostra, un sensore sismico che consente di registrare i “terremoti” prodotti dai visitatori. A permettere di capire il lavoro di monitoraggio all’interno della Sala di Sorveglianza sismica del Centro nazionale terremoti (Cnt) dell’Ingv, infine, uno schermo che mostra le attività dei sismologi e tecnici dell’Istituto.
“Questa iniziativa”, afferma il Presidente dell’Ingv, Stefano Gresta, che aprirà i lavori della giornata, “rappresenta l’occasione per diffondere la cultura della prevenzione e dell’informazione, evidenziando ancora una volta i traguardi raggiunti nell’arco di un secolo dalla cultura scientifica e dalla sismologia moderna per la difesa dai terremoti e la mitigazione del rischio sismico”.

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