Caso Loris, rito abbreviato condizionato a perizia psichiatrica per Veronica Panarello

Rito abbreviato condizionato a perizia psichiatrica. Il GUP, Andrea Reale, ha accolto la richiesta dell’avvocato Francesco Villardita. È terminata così l’udienza preliminare fissata per questa mattina e che ha visto in prima battuta la richiesta, da parte dell’avvocato difensore di Veronica Panarello, della sola perizia psichiatrica.

Due le strade indicate dal difensore, ovvero “come integrazione probatoria con il 422 del codice di procedura penale”, con la perizia che sarebbe rimasta agli atti dell’udienza preliminare o come “incidente probatorio” che avrebbe cristallizzato la prova, entrando nel fascicolo di processo.

Il Gup di Ragusa ha però rigettato tali richieste, accogliendo invece il rito abbreviato condizionato.

Al termine dell’udienza Villardita ha commentato la decisione del GUP asserendo che si tratta di una scelta corretta:” Abbiamo argomentato – ha detto – facendo rilevare alcune anomalie comportamentali della signora Panarello rispetto a ciò che dieci mesi di indagine ci hanno proposto. Si tratta di anomalie ad ampio spettro che hanno portato correttamente, devo dire, il giudice ad assumere questa decisione e a non rigettare la nostra richiesta di abbreviato condizionato”.

Nel corso dell’udienza la Procura ha contestato l’aggravante della premeditazione:” Si tratta di una contestazione pesante che fa lievitare certamente la pena – sottolinea Villardita – ma allo stesso tempo torna utile alla difesa perché se c’è una premeditazione ci deve essere anche un movente forte che spinge una madre ad uccidere un figlio e dagli atti processuali, secondo me, questo movente forte non c’è. Di sicuro tale contestazione ci ha favorito nell’argomentare la richiesta di un abbreviato con perizia psichiatrica”.

E in merito alla premeditazione la difesa aveva anche chiesto una nuova audizione della signora Guarino, la titolare del supermarcket dove quella mattina Veronica comprò il panino al figlio più piccolo. Secondo la Guarino il fratellino di Loris avrebbe chiesto alla madre di comprare un panino anche per Loris. Di tutta risposta Veronica avrebbe risposto che Loris si trovava già a scuola.

“Abbiamo richiesto la nuova audizione – spiega Villardita – perché c’è contrasto tra le dichiarazioni della signora Panarello e quelle della Guarino. Per Veronica la signora Guarino ha frainteso”.

Ed è stata proprio Veronica in aula a spiegare che in realtà il bambino all’interno del supermarket aveva detto di volere un panino al salame come quello di Loris e non di comprarne uno anche per il fratellino.

Il GUP ha ritenuto però che non ci fossero i presupposti per tale richiesta rigettandola.

Intanto questa mattina la difesa ha depositato delle note critiche a tutte e tre le consulenze medico legali depositate dall’accusa.

E alla domanda se è davvero possibile che Loris si sia legato da solo i polsi il difensore della Panarello ha risposto:”Che si sia legato da solo i polsi, sotto il profilo fattuale è fattibile bisogna però capire se è compatibile con la lesione riportata solo sulla parte superiore”.

Villardita infine tiene a precisare:” Oggi io difendo una donna che ha confessato di aver occultato il cadavere del proprio bambino ma difendo anche una donna che sotto il profilo dell’omicidio ha dichiarato che si è trattato di un incidente domestico”.

Prossimo appuntamento al 14 dicembre per il conferimento dell’incarico al perito o ai periti individuati dal richiedente. “La difesa – aggiunge Villardita – ha richiesto un collegio peritale formato d un neuro psicologo clinico, uno psichiatra clinico e un medico legale per l’indirizzo forense della vicenda processuale”.

Di poche parole l’avvocato Daniele Scrofani che ha sottolineato come l’unico interesse di Davide sia quello di far luce sull’intera vicenda:” Per noi – ha detto Scrofani – è importante arrivare ad un accertamento del fatto e credo che ci siamo quasi alla ricostruzione”.

Sulla salute mentale di Veronica Scrofani asserisce:” Riguardo lo stato mentale della signora Davide ha detto già in altre occasioni di non aver ravvisato nulla”.

Presenti oggi in aula anche il papà di Veronica, Franco Panarello e la zia di Davide, Antonella Stival. La Stival è stata però fatta uscire dall’aula prima dell’inizio dell’udienza:” Sono dovuta uscire dall’aula – ha spiegato – perché la legge non prevede che parenti di secondo grado partecipino”.
Alla domanda su cosa pensasse della parziale ritrattazione ha risposto:”Io faccio solo la zia! Una mia opinione, credo solo in Dio non ne le bugie degli esseri umani”.
E ancora una volta ha manifestato la vicinanza a Veronica:” La mia vicinanza è un atto dovuto oltre ogni ragionevole dubbio. Rimango superconvinta del fatto che Veronica non ha ucciso suo figlio. Che sia uscita fuori di testa, forse”.

Alla domanda sulle sue “fantasiosi ricostruzioni” la signora Stival puntualizza:” In me non ci sono state fantasiosi ricostruzioni. Io mi sono basata su articoli di giornali e vox populi e poi chiunque avrebbe nel cuore un bambino ucciso farebbe di tutto per cercare la verità e aiutare gli inquirenti”.

Circa poi i rapporti con la sua famiglia e sulle accuse lanciate, Antonella Stival afferma:”Ci siamo basati sulle dichiarazioni di Veronica, io amo mio fratello e continuerò ad amarlo. Io sono fiera di essere una Stival”

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