A Catania l’esperienza dello studio di Renzo Piano: Ingegneri a confronto con Paolo Colonna

CATANIA – Le sfide della progettazione contemporanea e le competenze strategiche dei giovani professionisti sono state al centro del seminario organizzato dall’Ordine degli Ingegneri della provincia di Catania, e dal Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura (Dicar) dell’Università etnea, che ha visto la partecipazione di oltre 400 persone tra professionisti, docenti universitari e allievi dei corsi in Ingegneria Edile e Architettura, grazie alla presenza di un relatore del calibro di Paolo Colonna, associato del celebre studio Renzo Piano Building Workshop.

«È stato un appuntamento importante – ha ribadito il presidente dell’Ordine Ingegneri Santi Maria Cascone – soprattutto per i nostri giovani, poiché si affacciano su un mercato sempre più concorrenziale che li porta molto spesso lontano da casa. In quest’occasione hanno avuto la possibilità di confrontarsi con un’esperienza progettuale che è andata di pari passo con l’innovazione tecnologica. Uno spunto di riflessione che potrebbe aiutarli a trovare la propria strada professionale anche restando sul territorio».

L’argomento del seminario è stato sviluppato partendo dal rapporto tra tecnologia e architettura nei progetti parigini realizzati dallo studio di Renzo Piano: «Si tratta di opere che sono state capaci di fissare un connubio fra tre aspetti centrali – ha dichiarato il direttore del Dicar Enrico Foti – il rapporto con il paesaggio circostante, la soluzione formale dell’edificio e l’impiego di materiali e tecnologie innovative. Una sintesi che fa convergere l’opera architettonica verso una forma di sostenibilità che va al di là del mero risparmio energetico, prendendo in considerazione anche i costi di gestione e manutenzione».

I lavori sono stati coordinati dal docente universitario Vincenzo Sapienza, esperto e studioso delle opere di Renzo Piano, che nella sua introduzione ha ripercorso, in maniera comparata, le più significative espressioni dell’attitudine progettuale dell’archistar italiana.

«Questo progetto – ha spiegato Paolo Colonna riferendosi alla Maison de l’Ordre des Avocats di Parigi – è il più sincero esercizio di progettazione a cui io abbia mai partecipato. Sincero perché qui l’architettura, semplicemente, riflette ed esprime linearmente la tecnica e le tecnologie necessarie a realizzarlo. Partendo da un sito parzialmente occupato dalle infrastrutture metropolitane parigine, passando attraverso le severe norme energetiche francesi, fino alle esigenze di un cliente molto particolare, l’impegno progettuale è quello di esprimere la sua complessità tecnica e tecnologica».

«Oggi è diventato molto importante saper comunicare il proprio lavoro – ha concluso Colonna – la prima regola deve essere quella di trasmettere correttamente le idee progettuali, in modo da poterle condividere con chi ha più esperienza e naturalmente con la committenza. Al Renzo Piano Building Workshop, pur rispettando i ruoli di responsabilità dei profili senior, adottiamo un modello organizzativo orizzontale: il giovane ventiquattrenne disegna fianco a fianco con il “mastro”, imparando così soprattutto il metodo di lavoro, vero fattore chiave del successo nel nostro campo».

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