A Donnafugata Roberto Giacobbo racconta i Templari. Successo per l’iniziativa del Lions Club Ragusa

Il Castello di Donnafugata gremiva di gente ieri sera. In tanti hanno accolto l’invito del Lions Club Ragusa Valli Barocche. Un viaggio, attraverso il racconto di autorevoli relatori, alla scoperta dei Templari e dei loro segreti. Ma anche una nuova lettura del Castello e del suo Parco.

Un percorso, quello del Lions Club, iniziato lo scorso 23 ottobre: “In quell’occasione – spiega Bruno Fontanella, Presidente del Lions Club – abbiamo avuto modo di visitare il maniero e il Parco e ci siamo resi conto di come il Castello, gigante addormentato da anni, si stesse risvegliando grazie al lavoro dell’Arch. Iacono e del suo staff e di come custodisse gelosamente tantissimi segreti; come uno scrigno che all’improvviso si apre alla cittadinanza, alla curiosità di coloro che hanno sete di conoscenza. E allora mi sono chiesto perché non andare oltre. A Vittoria avevo avuto modo di conoscere Roberto Giacobbo e così grazie a Concita Occhipinti siamo riusciti a realizzare questo evento”.

Filo conduttore la simbologia esoterica di cui il parco del Castello è ricco, come ha spiegato l’arch. Giuseppe Nuccio Iacono: “Il Parco del Castello è un parco esoterico, da leggere e scoprire. Due sono le letture: una per il divertimento e una per chi vuole crescere. Per esoterismo s’intende andare oltre l’oggetto, oltre la materia e vederne i significati. Ad esempio all’interno del parco troviamo le sfingi egizie che tutelano il tempio, il loro sguardo invita il visitatore ad andare avanti e scoprire se stesso. Durante il percorso ci allontaniamo sempre più dalla geometria della ragione e ci affidiamo alla geometria della scoperta fino a giungere al labirinto che rappresenta l’ultimo stadio per arrivare al nuovo essere”.

Ad incantare il pubblico presente l’intervento magistrale di Roberto Giacobbo: “La Sicilia – ha detto – ha non solo una presenza templare importante ma una presenza culturale importante, è stata crocevia di culture, esperienze e stili di vita. I templari erano degli innovatori e quindi hanno fatto loro alcune di queste ricchezze della terra. Ricordiamoci poi che la Sicilia aveva un clima eccezionale, perché noi oggi siamo aiutati dalla tecnologia nella gestione del caldo e del freddo, pensate quando tutto questo non c’era, quando difendersi dalla natura era prioritario, trovare il cibo era prioritario. Questa è una terra che dava cibo e accoglienza, ciò vuol dire che la gente qui poteva dedicarsi ad altro come l’arte, la cultura. Quindi una natura accogliente permetteva all’uomo di usare il suo tempo per fare qualcosa di speciale. I templari fanno parte di questo progetto speciale. La Sicilia è stata ed è speciale”.

 

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