ABI pugnala alle spalle. Bancari pronti alla guerra!

BANCHE: FABI, DA ABI PUGNALATA ALLE SPALLE, STRAPPO DIFFICILE DA RICUCIRE
Roma, 18 dicembre 2018. «Con la scusa della presentazione di una analisi tecnica del settore, oggi a Milano in Abi si è consumato uno strappo che sarà difficile da ricucire: è una pugnalata alle spalle. L’Abi sostiene che si dovrà passare per il contenimento delle spese di amministrazione e dei costi del lavoro in particolare oltre che per una maggiore diversificazione dei ricavi che risulta però complessa in un contesto economico ancora in lento sviluppo». Lo dichiara il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni.
«Noi al contrario – aggiunge Sileoni – siamo convinti che distribuire importanti dividendi agli azionisti debba corrispondere un adeguato aumento economico ai lavoratori, che la stagione dei tagli al personale è conclusa e che, in un clima come quello che viene costruito dall’indagine odierna di Abi, lo scontro sul rinnovo del contratto sarà inevitabile. Oggi le banche hanno fissato dei paletti, per tentare di condizionare la trattativa del contratto nazionale. Paletti che non trovano giustificazioni né politiche né organizzative né economiche. Se qualcuno cerca di orientare a proprio favore il rinnovo di questo contratto, troverà pane per i suoi denti. E rappresenta una vera vergogna che si sia preferita una dichiarazione unilaterale che doveva e poteva avere un altro contesto ufficiale, quello delle relazioni sindacali in Abi. Infine, il tema delle pressioni commerciali e dell’applicazione dell’accordo di febbraio in Abi, rappresenta il vero tallone d’Achille delle banche che continuano a vendere prodotti rischiosi alla clientela».

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