Acate. Continua la protesta degli operatori ecologici della ditta Busso, da più di quattro mesi senza stipendio. Il loro grido disperato: “Attendiamo l’aiuto del Prefetto di Ragusa”.

Redazione Due, Acate (Rg), 5 agosto 2016.- Ancora nessuna soluzione atta a risolvere, almeno in parte, il dramma che stanno vivendo, ormai da interminabili mesi, gli operatori ecologici della ditta Busso, addetti alla raccolta differenziata. Come già evidenziato più volte dalla nostra testata giornalistica, gli operatori ecologici non ricevono lo stipendio da più di quattro mesi garantendo, nonostante tutto, il regolare svolgimento del servizio di raccolta. Un gesto questo encomiabile che dimostra quanto alto sia il senso di responsabilità dei suddetti lavoratori i quali, nonostante siano ormai allo stremo ed al limite della sopportazione, ben consci che una loro astensione dal lavoro determinerebbe gravissimi disagi alla cittadinanza, continuano a garantire il servizio. Più di una volta hanno attuato azioni di protesta eclatanti, sempre dopo aver prima regolarmente svolto il servizio di raccolta, occupando simbolicamente il Palazzo del Municipio di Piazza Libertà o incatenandosi al cancello d’ingresso dell’edificio comunale. Azioni volte ad attirare l’attenzione sulla loro drammatica situazione, ma sembra che tutto ciò, ad oggi, non abbia sortito risultati positivi. Stamane, pertanto, hanno deciso nuovamente di occupare simbolicamente il Palazzo Comunale. Dopo aver effettuato regolarmente il servizio di raccolta della differenziata, hanno schierato tutti i loro automezzi in piazza e quindi si sono accampati davanti l’ingresso del Municipio. Vista l’impossibilità da parte dell’Ente Comune di trovare una risoluzione immediata al drammatico problema, le aspettative degli operatori ecologici sono rivolte nei confronti del Prefetto di Ragusa, più volte chiamato in causa dagli stessi per un suo autorevole e risolutivo intervento che a tutt’oggi, però, ancora speranzosi attendono. Oltre che al Prefetto di Ragusa gli operatori ecologici si sono ufficialmente rivolti anche alle autorità regionali ed al Governo nazionale. L’altissimo livello di esasperazione e disperazione raggiunto dagli sfortunati lavoratori, se non arriveranno immediate risposte ai loro drammatici appelli di aiuto, non lascia presagire nulla di buono per l’immediato futuro. Gli operatori, infatti, sembrerebbero ormai disposti a tutto, pur di far valere i loro sacrosanti diritti, anche ad altre eclatanti forme di protesta con risvolti anche drammatici. Nessun aiuto potrà arrivare, purtroppo, da parte della ditta Busso, anch’essa in gravi difficoltà economiche. La ditta, infatti, dopo aver anticipato ai lavoratori quasi un anno e mezzo di emolumenti, non intenderebbe più anticipare un solo centesimo di euro, in quanto il Comune gli dovrebbe saldare, ancora, circa venti fatture.

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