Acate. “I Setti Parti”.

Salvatore Cultraro, Acate (Rg), 2 aprile 2015.-  Sono entrati nel vivo ad Acate riti della Settimana Santa che animano giornate di fede e di festosità, di meditazione e di spettacolo, in una simbiosi che rende solo apparenti i contrasti. Riti, tradizione e cultura trovano infatti una giusta mescolanza nelle varie processioni e rappresentazioni sacre che si susseguono nel corso della Settimana Santa.  Ma il giorno più atteso è senza dubbio quello del Venerdì Santo, quando sacro e profano si fondono, anche se il primo aspetto riesce sempre a sopravvalere sul secondo. Tra i riti sacri della Settimana Santa in Sicilia, quello del venerdì ad Acate, pur non essendo tra i più noti, è senza dubbio uno dei più suggestivi e spettacolari. Nel corso della mattina una lunga processione con il simulacro di Gesù che porta la croce sulle spalle, immutabile da decenni, si snoda lenta e solenne lungo le vie principali del paese, risalendo dalla chiesa di San Vincenzo fino al Calvario, eretto nell’omonima piazza. La sera invece, sempre del venerdì, con la sacra rappresentazione, comunemente detta, “I setti parti”, viene riproposta la Passione e morte del Cristo. Il dramma, liberamente tratto con sostanziali modifiche sia al testo che alla scenografia, da un opera del barone vittoriese Alfonso Ricca, viene interpretato da un’abile compagnia teatrale locale, l’Hobby Club, costituita da giovani che ogni anno si impegnano per lungo tempo studiando parti e battute allo scopo di fornire alla finzione scenica la ricostruzione minuziosa del dramma di Cristo. I protagonisti, romani e giudei, nella policromia dei tradizionali costumi, ricostruiti sui modelli dell’epoca attraverso un paziente lavoro di ricerca, riescono a rendere sempre più drammatica e reale la rappresentazione, offrendo uno spettacolo di grande suggestione e di rilevante coinvolgimento spirituale che, ancora oggi, riesce a strappare autentiche lacrime di commozione ai numerosi spettatori.

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