Acate. Nota di denuncia, al Prefetto di Ragusa, dei dipendenti comunali sul mancato pagamento degli stipendi.

Redazione Due, Acate (Rg), 24 settembre 2016.- Per manifestare, ancora una volta, “il proprio malcontento, delusione e disperazione”, i dipendenti del Comune di Acate, i quali reclamano il pagamento di quasi cinque mensilità arretrate da parte dell’amministrazione comunale, si sono rivolti nuovamente, con una nota, al Prefetto di Ragusa chiedendo, “un suo autorevole e sollecito intervento nelle competenti sedi istituzionali per porre fine alla gravissima situazione in cui si trovano i lavoratori del Comune di Acate”. “Sappiamo bene che il contenuto della nostra nota- si legge nel documento- non lederà le coscienze dei responsabili ai pagamenti e che queste parole, con molta probabilità, serviranno solo ad infastidire qualcuno, ma ci auguriamo che questa nostra nota non passi inosservata”. “Una cosa è certa- continua la nota dei dipendenti comunali- non si può immaginare le difficoltà che incontrano le famiglie a sopravvivere quando le spettanze arrivano con ritardo di diversi mesi, allora le difficoltà diventano un dramma e quando si è costretti addirittura a fare i conti con l’incapacità di poter adempiere sia ad impegni economici assunti (mutui, prestiti, utenze mensili) con solleciti di pagamento e spese di mora, sia al soddisfacimento dei bisogni primari della propria famiglia, tale dramma sfocia nella disperazione e nella depressione che possono condurre una persona a commettere anche gesti insani”. “Tutto ciò- conclude la nota- è reso ancor più grave dal silenzio su questa vicenda da parte dell’Amministrazione, che ad oggi fa finta di nulla, e continua a pagare, a propria discrezione, ditte e fornitori e non ritiene di doversi anche occupare di un così serio problema che sta creando pesantissimi danni e disagi ai dipendenti comunali che, comunque, continuano a garantire con il loro lavoro i servizi a tutta la cittadinanza e che non stanno chiedendo altro che il rispetto della normativa e dei loro diritti”.

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