Acate. Sfratto coatto famiglia acatese: comunicato del sindaco e dell’amministrazione comunale. Riceviamo e pubblichiamo.

Redazione Due, Acate (Rg), 9 settembre 2016.- Il sindaco di Acate, professor Francesco Raffo, e l’intera Amministrazione Comunale esprimono amarezza e solidarietà nei confronti di quanto accaduto ieri mattina ad una famiglia acatese, residente in contrada Costa Gatta, oggetto di una intimazione di sfratto coatto. Un atto reso ancor più drammatico dalla presenza, all’interno del nucleo familiare, di una persona anziana affetta da Alzheimer e da rilevanti problemi di salute a carico del capofamiglia. Appena informato su quanto era in corso, il primo cittadino si è immediatamente recato presso l’abitazione della famiglia interessata allo sfratto per assicurare la propria vicinanza in questo drammatico momento. “Questo- ha tenuto a sottolineare il sindaco Raffo- non è altro che la punta di un iceberg di una situazione drammatica di cui non si vuole assolutamente tenere conto. E’ da mesi, per non dire anni, che denunciamo la grave crisi economica dell’agricoltura e di tutta la fascia trasformata, senza aver rilevato mai un cenno di riscontro. Ciò che è più grave, e che maggiormente amareggia, è l’assenza della politica e delle istituzioni che contano. Giornalmente veniamo letteralmente bombardati dai media con notizie riguardanti problematiche, a nostro avviso, secondarie ed alcune delle quali ci interessano marginalmente. Notizie sulle problematiche del Movimento 5 Stelle a Roma, su consultazioni referendarie di cui non si conosce ancora neanche la data, sulle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, sui muri che stanno innalzando in alcuni stati europei e sugli extracomunitari, persone, queste, alle quali va la nostra grande comprensione. Noi vorremmo, invece, sentir parlare anche e soprattutto dei problemi della nostra gente. Ed invece veniamo lasciati soli e nel totale abbandono. In Sicilia ci sono quattrocento comuni in dissesto, la Regione vicina al fallimento, migliaia di famiglie in crisi, aziende che chiudono, ma di questo non si vuole parlare. Noi invece vogliamo parlarne a voce alta e faremo di tutto per evitare che ulteriori danni colpiscano la nostra comunità . A tal proposito la prossima settimana inviterò i sindaci della zona Ipparina e della Fascia Trasformata, al Castello dei Principi di Biscari, ad Acate, unitamente ad associazioni, quali Riscatto che, con encomiabile impegno, sta lottando per la sopravvivenza di aziende e famiglie. Al Castello discuteremo sulle azioni da intraprendere per porre alla politica delle domande ineludibili. Ci dovranno dire, senza mezzi termini, cosa vogliono farne della comunità siciliana, delle aziende siciliane, delle famiglie della zona Ipparina e della Fascia Trasformata, cosa vogliono fare dei comuni e di tutti noi cittadini. Non c’è più tempo da perdere, il tempo è ormai scaduto e c’è il pericolo che la situazione degeneri non solo sotto l’aspetto dell’ordine pubblico ma soprattutto sotto l’aspetto sociale. La gente è stanca e disperata ed i sindaci siamo soli e più disperati dei cittadini. Una risposta devono darcela. Riguardo alla situazione dell’intimazione di sfratto non voglio entrare nel merito ne lanciare accuse. Ognuno fa il proprio lavoro, che rispettiamo; sono semplici esecutori che fanno applicare la legge. Le colpe sono da ricercare altrove, più in alto. Come Sindaco esprimo, pertanto, solidarietà a questi cittadini che stanno vivendo momenti dolorosi. Come Sindaco grido ai quattro venti anche la disperazione dei miei concittadini, la disperazione di un Comune che, nonostante tanti progetti strategici importantissimi, vive una situazione drammatica dal punto di vista finanziario. Ebbene facciamo ciascuno il nostro dovere, perchè nessuno possa dire che io non c’ero. Questi problemi sono nati negli anni passati, probabilmente con il contributo della politica. Quella politica che, in ogni caso, ha il dovere di far sentire la propria voce e di studiare delle soluzioni eque che non danneggino nessuno ma che avvantaggino un pò tutti. E poi, non dimentichiamo che in questa drammatica situazione economico- sociale che stiamo vivendo chi soffre è sempre l’anello più debole, ovvero il povero cittadino che è vittima della crisi, del fallimento delle aziende, di misere pensioni che non consentono neanche la sopravvivenza”.

 

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