Acque reflue. Pagliaro (Cnr): ” Arriva la nuova tecnologia per la depurazione”

PALERMO  – La quinta edizione della Sun New Energy Conference (SuNEC 2015), organizzata dal Cnr con il suo Polo Solare a S. Flavia il 9 e 10 settembre, è stata l’occasione per la presentazione della nuova tecnologia per la depurazione delle acque reflue sviluppata in Ungheria dal professor Levente Csoka all’Università dell’Ungheria occidentale. Quarant’anni di esperienze in numerosi centri di ricerca e sviluppo internazionali, tra cui Giappone, Canada ed India. Lo scienziato magiaro ha realizzato rivoluzionari sistemi di depurazione delle acque reflue civili e industriali, basati sui processi della cavitazione idrodinamica controllata che sono oggetto di ricerca e sviluppo anche in Italia, proprio al Cnr presso i Gruppi di ricerca di Francesco Meneguzzo a Firenze e Mario Pagliaro a Palermo. La Sicilia, è bene ricordarlo, è la Regione italiana con i maggiori problemi di depurazione delle acque ed i Comuni siciliani rischiano una multa dall’Ue di circa 185mld di euro. Abbiamo dunque sentito Pagliaro.

Depurazione basata sulla cavitazione idrodinamica controllata, di cosa si tratta e quali sarebbero i benefici per i Comuni siciliani?

Il processo di cavitazione idrodinamica controllata prevede l’accelerazione del liquido da depurare presso strozzature e altri componenti meccanici fini, con la conseguenza che il liquido “bolle” a temperature molto più basse rispetto alla specifica temperatura di ebollizione.

Controllando la velocità del liquido e la pressione, è possibile ottimizzare il collasso delle bolle formate nel liquido: questo può essere reso talmente violento da produrre localmente temperature oltre 10mila gradi e pressioni superiori alle duemila atmosfere, nonché getti liquidi a velocità di centinaia di metri al secondo, e la simultanea produzione di gruppi chimici ossidanti molto efficaci.

Gli effetti su agenti patogeni quali batteri, spore, lieviti sono praticamente immediati e letali, mentre gli stessi composti chimici tossici vengono degradati fino ai limiti di sicurezza per gli usi tecnici e perfino potabili.

Quali sono i tempi di realizzazione e messa a punto di un singolo impianto per una citta’ siciliana media di 60mila abitanti e che investimento economico richiederebbe?

La tecnologia può essere integrata con costi minimi – poche decine di migliaia di euro – e in pochi giorni in un depuratore esistente o in quelli di nuova costruzione. L’idrocavitazione viene indotta con un sonicatore, consumando quantità di elettricità quasi trascurabili (rispetto ai consumi dei depuratori tradizionali). Gli impianti sono di semplice costruzione, economici, robusti e sostanzialmente privi di manutenzione. La scalabilità dei depuratori a cavitazione idrodinamica controllata, infine, è praticamente illimitata, dalle installazioni “a piè di fabbrica” fino ai grandi depuratori centralizzati.

Quali sono i vantaggi concreti?

I vantaggi sono tre e si traducono in risparmi radicali: in termini energetici; in termini di additivi chimici; e in termini ambientali, perché l’aggiunta di additivi chimici green, come l’acqua ossigenata in minime quantità, consente di incrementare ulteriormente l’effetto depurativo.

Esistono già impianti su scala industriale?

Certo. In Ungheria la depurazione delle acque reflue da agenti e sostanze tossiche sia biologiche sia chimiche viene realizzata presso tre centri del paese centro-europeo a una piccola frazione dei precedenti costi energetici e per additivi chimici. Da fine giugno uno di questi impianti funziona 24 ore al giorno tutti i giorni, processando 3600 litri di acque fognarie ogni ora. Nonostante si tratti del 15% della portata complessiva del collettore fognario, il nuovo impianto ad idrocavitazione ha già fatto risparmiare il 40% dei prodotti chimici usati ogni giorno per disinfettare le acque.

Questa soluzione tecnica permetterebbe di far uscire la Sicilia dalla black list dell’Ue e in quali tempi?

La Sicilia ha bisogno dei depuratori mancanti, che adesso saranno realizzati dalla struttura commissariale. Integrandovi questa tecnologia, gli enti gestori pubblici potranno realizzare significativi risparmi nell’esercizio. Mentre le imprese, e penso ad esempio a quelle olearie, potranno adottare piccoli depuratori ad idrocavitazione ed abattere i costi ambientali delle tecnologie tradizional

@gaetanopicc

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