Al via i saldi estivi. Di Dio: “70 euro la spesa media pro capite”

Al via da oggi, in Sicilia,  i saldi estivi che rappresentano un banco di prova anche per gli operatori commerciali che arrivano a questo appuntamento sfiancati da sette anni di contrazioni di fatturati e da marginalità sempre più risicate.
“Secondo le stime del nostro Ufficio Studi, ogni famiglia spenderà in media per l’acquisto di articoli di abbigliamento e calzature in saldo circa 150 euro, mentre sarà di circa 70 euro l’acquisto per persona – dice Patrizia Di Dio, Presidente di Confcommercio Palermo -. Le vendite estive rappresentano sempre un momento di richiamo per le famiglie, anche se negli ultimi anni la quota destinata a questo tipo di acquisto si è ridotta costantemente in linea con le esigenze di un bilancio familiare condizionato da un calo del reddito disponibile. La media di incidenza dei saldi estivi sul valore delle vendite  totali dell’anno è del 12%”  .
“I consumatori siciliani tenderanno sostanzialmente a confermare i budget dell’anno scorso, anche se con piccoli assestamenti al rialzo. Speriamo, però, che a fronte di maggiori presenze turistiche – aggiunge la Di Dio -,  soprattutto nelle città di maggior richiamo turistico, possano corrispondere maggiori acquisti da parte della clientela straniera, amante del bello e del made in Italy”.
E proprio per favorire la migliore relazione con i turisti, Federazione Moda Italia – Confcommercio ha realizzato e messo a disposizione delle aziende lo Slang della Moda – www.slangdellamoda.it, un dizionario in formato cartaceo e on line con la traduzione in italiano, francese, inglese, russo e cinese dei termini tipici della moda.

Inoltre per il corretto acquisto degli articoli in saldo, Confcommercio ricorda alcuni principi di base:

  1. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art. 1519 ter cod. civile introdotto da D.L.vo n. 24/2002). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.
  2. Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante.
  3. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante.
  4. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso.
  5. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.
Print Friendly, PDF & Email