Ancora feriti sulla Ragusa mare, i cittadini invocano maggiore sicurezza

Ennesimo incidente, questa mattina,  sulla Ragusa mare (sp 25 Ragusa –  Marina di Ragusa) all’altezza del pericoloso quadrivio Santa Croce Camerina – Scicli. La dinamica è sempre la stessa e sono anni, ormai, che si registrano, proprio in questa tratta, innumerevoli incidenti, purtroppo anche mortali.

“Siamo molto rammaricati – dice Valentina Cascone, titolare dell’ agriturismo sito proprio all’altezza del quadrivio. Ormai è divenuta una costante, un giorno si e uno no assistiamo a scene simili che fanno davvero rabbrividire perché non sai mai a quali conseguenze vai incontro. Si parla tanto di guida sicura e qui, nessuno fa nulla per tutelare gli utenti della strada. La pericolosità di questo incrocio è risaputa, com’è risaputo il pericolo che rappresenta soprattutto per i turisti che non conoscono la zona. Ci chiediamo perché, ad oggi, nessuno sia intervenuto per trovare una soluzione”.

“L’ ideale  – continua Valentina – sarebbe una rotatoria o in alternativa  provvedere a segnalare meglio l’ incrocio, magari insatallando uno STOP più visibile ai veicoli che provengono da Santa Croce Camerina e delle bande sonore per rallentare. A questo, sarebbe opportuno aggiungere maggiori controlli, da parte delle forze dell’ordine, al fine di far rispettare il limite di velocità”.

Ad accentuare, inoltre, la pericolosità di questa trafficatissima arteria stradale è lo spegnimento, a tarda ora, degli impianti di illuminazione pubblica nelle intersezioni stradali, non tenendo conto dell’elevata affluenza, anche nelle ore notturne, durante il periodo estivo.

“L’auspicio – conclude Valentina  – è che quanto prima si provveda a trovare una soluzione adeguata e definitiva, nel frattempo si potrebbe trovare un “rimedio tampone” che in qualche modo contribuisca a rendere più sicuro l’incrocio. Non aspettiamo il verificarsi di altri eventi tragici, come purtroppo si è solito fare. Stiamo parlando di sicurezza pubblica e chi ha il dovere di assicurarla ha anche il dovere di intervenire subito”.

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