Anselmo Madeddu riconfermato presidente dell’Ordine dei Medici di Siracusa

In foto Anselmo Madeddu

Siracusa, 19 novembre 2014 – Anselmo Madeddu è stato riconfermato Presidente dell’Ordine dei Medici di Siracusa. Lo ha deciso ieri sera il Consiglio dell’Ordine riunitosi appositamente all’indomani delle elezioni. Si è trattato di un consenso talmente plebiscitario che non c’è stato bisogno di ricorrere alle urne, perchè per tutti e 15 i nuovi consiglieri e per i 2 rappresentanti degli Odontoiatri è stato sufficiente nominarlo per acclamazione. In realtà Anselmo Madeddu era stato già il candidato più votato nell’intera provincia nel corso delle elezioni generali che si sono svolte nei giorni scorsi per eleggere i nuovi 15 consiglieri. Elezioni dove il presidente uscente, sancendo il suo successo personale, è stato votato dai tre quarti di tutti gli elettori medici votanti e dove la lista dei consiglieri uscenti, integrata dalle quattro new entry proposte è stata votata compatta dagli elettori. Nella stessa occasione il nuovo Consiglio dell’Ordine, con votazione a scrutinio segreto, ha nominato anche il dr. Vincenzo Bosco vicepresidente, la dr.ssa Alba Spadafora segretario e il dr. Giovanni Barone tesoriere. Il dr. Dario Di Paola era stato già confermato Presidente degli Odontoiatri. “Sento il dovere di ringraziare il Consiglio dell’Ordine – dichiara Anselmo Madeddu – per l’unanime consenso mostratomi nell’affidarmi un compito così prestigioso ma anche gravoso, ma desidero ringraziare anche tutti i colleghi medici della provincia di Siracusa che col loro voto ci hanno voluto qui a rappresentarli. Non avendo mai fatto politica come è noto, ed avendo sempre svolto ruoli tecnici, interpreto questo consenso come una vera manifestazione di stima professionale da parte dei miei colleghi. Siamo pronti, dunque a perfezionare quel processo di modernizzazione che avevamo già avviato col precedente mandato, fondato sulle tre parole chiave di “partecipazione”, “trasparenza” e “servizio”. E’ bene ricordare infatti che nel corso delle elezioni di tre anni fa la presenza di tre liste diede vita ad un Consiglio di veri “eletti” più che di “nominati”, ma – proprio per questo – un Consiglio eterogeneo ed in conflitto. Tuttavia quella che inizialmente apparve una criticità si rivelò una straordinaria opportunità di cambiamento, perché diversità e pluralità in fondo sono state da sempre premessa di ricchezza culturale. Quello che inizialmente apparve come un Consiglio spaccato, da un anno a questa parte è riuscito a compattarsi, dando vita ad un laboratorio di idee fondato sulla reale rappresentatività dell’intero e molteplice elettorato che lo ha espresso, ponendo le basi di un vero cambiamento. Così, diversi punti del programma sono stati portati a termine, come ad esempio l’abolizione del gettone di presenza, la riduzione delle consulenze esterne, il potenziamento delle attività formative, la forte attenzione rivolta ai grandi temi della sanità locale. Ma tutto ciò non basta. Per cambiare e modernizzare profondamente l’organizzazione dell’Ordine è necessario guardare al futuro e garantirne il necessario ricambio, aprire ai giovani, favorire una reale alternanza. Ma soprattutto è necessario rimettere il cittadino al centro della mission dell’Ordine professionale, Ordine che non può certamente ridursi all’erroneo e anacronistico significato di una autoreferenziale difesa corporativistica di casta, ma deve promuovere il decoro e la qualità umana e tecnico-scientifica di una professione che, se sa porsi al servizio dei cittadini, non ha davvero pari al mondo”.

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