Anticorruzione: Cantone ai sindaci del Sud-Est, “Siete i primi attori della lotta contro la corruzione”.

Catania, 25 febbraio 2015.-  Nel  Municipio di Catania  è stato firmato il protocollo d’intesa per una rete tra i  Comuni e gli Enti del Distretto per la prevenzione della corruzione e la  promozione della legalità. “Dove ci sono le luci accese- ha evidenziato il sindaco Bianco- è più difficile corrompere”.  “Voi siete- ha invece sottolineato il presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, ai sindaci del Distretto del Sud-Est Sicilia- i primi veri attori della lotta contro la corruzione”, commentando la  firma, nel Salone Bellini del Municipio di Catania, di un  protocollo  d’intesa per la costituzione di una rete tra i rappresentanti legali dei  Comuni del Distretto per la prevenzione della corruzione e la promozione della legalità e dell’integrità. A  sottoscrivere il documento sono stati gli enti fondatori, i sindaci di  Catania Enzo Bianco, di Siracusa  Giancarlo Garozzo e di Ragusa Federico  Piccitto, i rappresentanti dei commissari dei liberi consorzi di  Comuni, le ex province, di Catania Francesca Ganci, Siracusa, Antonio  Fortuna, Ragusa, Ignazio Baglieri, i rappresentanti di presidenti e  commissari delle tre Camere di Commercio – Alfio Pagliaro per Catania,  Pippo Gianninoto per Siracusa e Salvatore Guastella per Ragusa.  “Dove  ci sono le luci accese – ha sottolineato Bianco – è più difficile che  avvengano casi di corruzione. Sin dalla mia prima sindacatura ho tenuto  in gran conto il tema della legalità,  affidandolo allora a una persona di altissimo livello morale e  professionalità come il professor Franco Cazzola che, appunto, fu il mio  assessore alla Trasparenza, tra i primi assessori in Italia ad avere  questa delega. La nostra terra e il Distretto, che è nato proprio un  anno fa a Catania alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio  Napolitano, hanno enormi potenzialità, a patto di coniugare sviluppo e  legalità. Ecco perché il contrasto alla corruzione, a partire dagli enti  locali, deve essere un primario obiettivo”. Il sindaco ha inoltre  espresso “soddisfazione per il fatto che siano catanesi, di nascita o di  adozione, tre dei quattro commissari che affiancano il presidente  dell’Autorità, ossia Michele Corradino, Ida Nicotra e Nicoletta Parisi”. Il  Direttore e segretario generale del Comune di Catania Antonella Liotta  ha fatto il punto sul Piano anticorruzione comunale catanese, partendo  dalla sezione “Amministrazione trasparente” del sito web, che non  esisteva nel 2013 ed è oggi pienamente operativa, e illustrando il  progetto di implementazione per il prossimo triennio, puntando “sul  miglioramento della qualità di dati e meta dati, all’open data e ai  paradigmi dell’e-gov”. La risorsa fondamentale, secondo Antonella Liotta  “è la forte legittimazione politica, il forte investimento che il  sindaco Bianco fa quotidianamente sul tema della legalità e del  contrasto alla corruzione”. Il  presidente dell’Autorità, legandosi all’intervento del Direttore  generale del Comune di Catania Antonella Liotta, ha elogiato la figura  del segretario comunale, che “sa bene dove  si annidano i rischi di corruzione” e ha sottolineato la necessità di  essere vicini alle amministrazioni e fare rete per la prevenzione della  corruzione anche fornendo loro consulenza e supporto. “Perché questa  battaglia non la possiamo certo vincere da soli”. Cantone  ha poi messo in guardia dai rischi delle incrostazioni nella pubblica  amministrazione: “Rotazione – ha detto – non è una cattiva parola, e il  Piano anticorruzione non è un  adempimento burocratico, ma una grande occasione, soprattutto per  allontanare l’immagine di opacità dei nostri territori e diventare  credibili”.
“Dipende  – ha detto Cantone rivolgendosi ai sindaci – da voi, da quanto ci  credete. E quanto credete nella trasparenza che può impedire la  corruzione perché rende evidenti anche quei meccanismi di non decisione che rappresentano il vero tema da dibattere”. Il  presidente dell’Autorità ha suscitato l’ilarità dei presenti  raccontando un episodio paradossale: un Comune  – “non era del  Meridione” ha tenuto a precisare – che ha copiato integralmente il  piano anticorruzione del Comune vicino. Al punto da lasciare i nomi dell’altro Comune e del responsabile anticorruzione. Il  protocollo firmato prevede il raggiungimento di una serie di obiettivi a  cominciare da quello di condividere iniziative e attuare misure di  prevenzione della corruzione che supportino il Distretto nelle attività  di sua competenza. Si proporrà quindi alle Prefetture  la stipula di  appositi protocolli di legalità che garantiscano nelle eventuali  procedure di scelta del contraente di iniziativa del Distretto,  l’utilizzo di clausole per la prevenzione, il controllo e il contrasto  dei tentativi di infiltrazione mafiosa nonché per la verifica della  sicurezza e delle regolarità dei luoghi di lavoro. Prevista anche la  condivisione di banche dati, informazioni, esperienze, al fine di  promuovere “best practice” e la cultura dell’integrità nelle  organizzazioni appartenenti alla rete. Ci sarà anche l’implementazione  di relazioni sistemiche con gli organismi nazionali deputati alle  tematiche che indichino criticità comuni agli aderenti alla rete. Si  provvederà a progettare una serie di percorsi formativi comuni con lo  scopo di ottimizzare le risorse dedicate alla formazione in materia di  prevenzione della corruzione. In quest’ambito e in quello  dell’informazione della comunicazione, avverrà la promozione di convegni  e incontri comuni su questi temi.
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