Apparire per essere?

Salvatore Stornello, Acate (Rg) – In una società in continuo mutamento, dove gli spazi fisici sono stati sostituiti da spazi virtuali, dove si sono annullate tutte le distanze e le emozioni vengono trasmesse attraverso faccine, le cosiddette emoticons, l’individuo contemporaneo si ritrova pedissequamente protagonista di un irrefrenabile processo unidirezionale tecnologico, che rende impossibile stabilire un “terminus ad quem” (Fernandez E, 2004). La comunicazione virtuale da l’onnipotenza sull’Altro, il desiderio capitalistico dell’amore per sé stesso, in una famelica lotta interna di riconoscimento della sua bellezza. Come afferma Elisabetta Fernandez: “la frase di stampo cartesiano cogito ergo Sum è stata sostituita dall’appaio dunque sono”. Ormai tutto ruota sulla bellezza estetica, una ruga in più fa paura e tutti cercano di essere perfetti per poter sfilare sulla passerella della vita. Le donne ricorrono sempre di più alla chirurgia estetica, seni rifatti e labbra enormi, gli uomini invece alla cultura del fitness. Come afferma la Fernandez ( 2004): il novello narciso non si arrende di fronte alla lunga serie di sacrifici che contribuiscono a arricchire il suo fascino, così, con insistenza di bellezza maschile, che frequentemente e con molta disinvoltura viene esibita… Bicipiti da gladiatore, toraci possenti nella loro perfezione; addominali modellati, volti scolpiti offerti alla platea. Anche la vendita di cosmetici per uomo è in netto aumento. Siamo diventati la società del “business dell’apparire”, dove l’amore è diventato un supplemento al nostro bisogno di essere riconosciuti nel mondo. Non a caso siamo diventati la società dei single, dei divorzi e delle separazioni sempre in aumento, dove l’insoddisfazione della coppia viene sostituita dal godimento afinalistico del web.


Bibliografia

Fernandez E. (2004). Comunicamando. Franco Angeli editore.

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