Aste giudiziarie polemiche e “segnali”

rino durante, Vittoria 10/06/2015 – Mentre prosegue il botta e risposta a distanza tra l’onorevole Francesco Aiello, presidente del Movimento Azione Democratica e i vertici di Unicredit, per la vicenda che riguarda l’acquisizione all’asta,da parte di un direttore di una agenzia di Vittoria della stessa banca, arrivano segnali positivi, che riguardano l’argomento.
Un ricorso presentato al magistrato competente, dall’avvocato Marcella Pisani, responsabile locale di una Associazione di consumatori, è stato accolto, pertanto, è stata provvisoriamente sospesa l’esecutività di vendita di un immobile sequestrato.
Intanto, Unicredit ieri ha riferito che la banca non ha alcun ruolo nella vicenda.
<Non comprendiamo il riferimento alla carta etica di Unicredit> ha detto la banca <un prodotto bancario che ha consentito di donare oltre settecentomila euro a 67 onlus che operano in Sicilia>.
Un particolare questo che rende merito alla banca ma che non contribuisce a sedare gli animi sull’argomento. A Vittoria infatti, un uomo si è arso vivo per un motivo analogo e il ricordo è indelebile.
<La banca non ha alcun ruolo? E chi si interessa dei propri dipendenti, la Cee o l’Istat?> chiosa Aiello <un modo come un altro per non dare risposte concrete alla gente, la stessa gente che ormai sente forte la lontananza delle banche che da tempo non assistono nè le imprese, nè i privati . Andrò avanti per la mia strada e ognuno si assuma le proprie responsabilità, così come me le assumo io>.
Una polemica questa, che è destinata a durare nel tempo e a creare dissapori tra le parti.
La Fabi, Sindacato maggioritario di categoria, interviene e dice la sua tramite il Segretario Provinciale, Gianni Di Gennaro.
<Il mondo bancario negli ultimin10 anni, ha subito un mutamento radicale, e nel rapporto con la clientela, purtroppo c’è stata una involuzione. Questo è dipeso, in gran parte dalla progressiva chiusura degli sportelli e dai tagli di personale> dice Di Gennaro <inoltre, la consulenza che oggi le banche offrono, è finalizzata esclusivamente al perseguimento degli interessi di azionisti e top-management. Questo fa si che le norme di legge, le regole, e i codici deontologici emanati solo formalmente, vengano vissuti come orpelli, in quanto costituiscono, se applicati, un reale impedimento alla realizzazione del budget assegnato e poi remunerato separatamente. Vengono omessi i controlli incrociati “previsti” dalla normativa, che sono gli unici che potrebbero garantire l’esigibilità delle disposizioni. Quando poi si verificano episodi che mettono in serio rischio l’immagine della banca, si tende a scaricare sull’ultimo chiodo del carro. Ma non è così, perchè le responsabilità sono di chi agisce e di chi ha l’onere di controllare. Tutto ciò, la banca lo sa bene, in quanto è previsto dalla “Compliance” emanata dalla banca stessa. Sarebbe opportuno quindi, tornare a rispettare le disposizioni che sono uguali per tutti e che non sono invezioni, nè dei lavoratori, nè del Sindacato>.

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