Banche: Adusbef impugnerà norma denominata ‘bail-in’, esproprio criminale dei risparmi

Il dispositivo dell’art. 47 Costituzione -Titolo III – Rapporti economici (artt. 35-47): “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito”,  cancellato all’insaputa del Parlamento, la cui maggioranza con la Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea – Legge di delegazione europea 2014, atto  Senato n. 1758, presentato dal Presidente del Consiglio, approvato dal Senato il 14 maggio 2015 ed il 2 luglio 2015 dalla Camera (Atto Camera n. N. 3123), inserisce nella legislazione italiana un prelievo forzoso sui conti correnti, obbligazioni e depositi sotto qualsiasi altra forma,  in caso di dissesti bancari, limitando perfino il tempo di  recupero dei rimborsi delle somme criminalmente espropriate.
La norma di esproprio del risparmio, che addossa ad azionisti e creditori i costi di dissesti e crac bancari, avvenuti con il concorso delle contigue autorità di risoluzione e stabilisce che dal 1 gennaio 2016, i problemi degli istituti di credito andranno risolti dall’interno, anche ricorrendo ai depositi superiori ai 100mila euro, oltre ad azionisti ed obbligazionisti meno assicurati, analogo al ‘caso Cipro’- (riuscito esperimento in vitro di Troka e Bce , quando le banche, senza alcun preavviso, e per di più in prossimità di una festività nazionale hanno chiuso gli sportelli e bloccato i bancomat),  che ricerca all’interno degli stessi intermediari le risorse necessarie tramite il coinvolgimento di azionisti e creditori (bail-in), sarà impugnata da Adusbef con urgenti ricorsi per palese incostituzionalità.
L’esproprio criminale del sudato risparmio, ideato da tecnocrazia, cleptocrazia europea e dalla troika, per addossare ai risparmiatori (azionisti, obbligazionisti e depositanti)  responsabilità evidenti dei banchieri nella gestione del credito e del risparmio e nel ricorso alla finanza tossica, al denaro dal nulla ed ai prodotti derivati, per retribuire la loro smodata avidità, censurato dalla stampa con la giustificazione di  non scatenare il panico dei correntisti che potrebbero ritirare i loro soldi dagli sportelli bancari, sarà impugnato dall’Adusbef, che ha dato mandato agli avvocati Lucio Golino ed Antonio Tanza,  per sollevare eccezioni di costituzionalità alla Consulta, per evidente violazione dell’art.47 della Costituzione.
La legge comunitaria che delega a Bankitalia, contigua autorità di risoluzione, funzioni che travalicano la costituzione italiana ed il codice civile, l’ennesimo “Salva Banche”, prevede la possibilità di prelevare forzosamente i risparmi degli italiani in caso di difficoltà finanziarie dell’istituto di credito stesso, come il famoso “bail-in” post crisi Cipro, offrendo la possibilità che una banca, in caso di dissesto finanziario, possa attingere direttamente sui conti dei propri clienti, prevedendo al comma 1. dell’art.7, la limitazione del periodo entro il quale i depositanti espropriati e saccheggiati possano reclamare il rimborso dei loro soldi (1.3) limitare il periodo entro il quale i depositanti, i cui depositi non sono stati rimborsati o riconosciuti dai sistemi di garanzia dei depositi, possono reclamare il rimborso dei loro depositi, è una norma europea truffaldina dei diritti dei risparmiatori, l’ennesimo furto con destrezza perpetrato dall’ oligarchia europea e dalla Bce di  Mario Draghi, per espropriare risparmiatori, obbligazionisti e depositanti  del loro beni.

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