Capricci istituzionali 2018…

Scoglitti. 18/07/2018
L’estate 2018 nonostante sia iniziata da poco, ovviamente quella climatica, si caratterizza per alcune “bizzarrie o capricci” istituzionali che si scatenano da qualche giorno su Scoglitti, la ridente frazione marinara di Vittoria.
Spiacevoli capricci fondati sul nulla che di fatto stanno rendendo “infuocata” un’estate che non si preannuncia per nulla torrida, anzi! Secondo le previsioni meteo, infatti, questa estate potrebbe essere capricciosa. Allora qualcuno potrebbe chiedersi: ma allora chi pone in essere comportamenti capricciosi, si adegua ala stagione? Forse, non esistono infatti altre giustificazioni plausibili.
La soprintendenza avrebbe deciso, il condizionale è d’obbligo, di fare abbattere delle meravigliose e rigogliose palme, trapiantate sulla spiaggia di via Messina, a ridosso di un noto locale di proprietà di un altrettanto noto imprenditore, da oltre 25 anni. Adesso, qualcuno si è accorto che quelle piante lì non possono stare. Forse turbano la quiete, quando il vento di ponente muove le foglie? Forse fanno ombra? Forse un angolo di polmone verde su un arenile diventato meta di migliaia di persone, forse anche perchè l’unico con il verde, infastidisce? Forse perchè qualcuno trova impedimento a passeggiare sulla spiaggia “ostruita” da questi mostri verdi? Se dovesse trovare conferma la possibilità che la presunta decisione di abbattere i “mostri” sull’arenile possa nascere da una sola delle ipotesi sin qui avanzate, allora non possiamo fare altro che abituarci all’idea che in questo luogo si può fare di tutto.
Ma questa non è l’unica bizzarria estiva, ne esistono anche altre che riguardano proprio lo stesso arenile e che riguardano un altro ufficio istituzionale che, di punto in bianco, con motivazioni palesemente inesistenti, vuole impedire a un gruppo di amici di ritrovarsi sulla spiaggia insieme.
Ma i capricci non sono adatti agli adulti, soprattutto quando questi rappresentano autorevoli Funzioni dello Stato e quando ledono diritti inalienabili, e ancora, quando, a pochi metri di distanza, gli stessi legittimi diritti non sono stati calpestati, ostacolati e impediti, ma legittimamente concessi com’è giusto che sia.
Se i capricci servono perchè bisogna assecondare qualche altro capriccio, siamo fuori strada.
Chi fa il giornalista da quasi mezzo secolo e si è occupato e continua ad occuparsi di cronaca nera e giudiziaria, ha meno difficoltà a percepire da dove e perchè nasce un capricco, pubblico o privato che sia, altrienti come farebbe a continuare a svolgere il proprio lavoro? E’ in quel preciso momento che il giornalista ha l’obbligo morale e deontologico di denunciare pubblicamente e di accettare un eventuale confronto.
Intanto ai nostri lettori auguriamo una buona estate.

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