Caritas Ragusa sul decreto sicurezza: “Temiamo il commercio dei permessi di soggiorno”

La Caritas di Ragusa, che venerdì riceverà a Bologna il premio ‘‘Colombe d’oro per la pa-ce’’ per le attività promosse nel contesto del Progetto Presidio, è molto preoccupata per gli effetti nel territorio del decreto sicurezza.

«Il nostro timore – ha detto Vincenzo La Monica intervenendo a Roma alla presentazione della terza fase del Progetto Presidio – è che si creerà un vero e proprio commercio dei permessi di soggiorno. Tutte le persone che hanno ora un permesso di tipo umanitario – ha spiegato La Monica – cercheranno di convertirlo in permesso di lavoro. Questo sarà oggetto di commercio, come già succede per i contratti di lavoro, le residenze, gli affitti. L’altra grande preoccupazione è che persone con diritti sempre meno riconosciuti possano finire molto più facilmente nelle mani del lavoro sfruttato, così come avveniva per i ragazzi che erano ospitati nei Centri di accoglienza straordinaria».

A Roma è stato presentato il volume “Vite sottocosto” che traccia il bilancio dell’esperienza del Progetto Presidio. Ampio risalto all’impegno della Caritas di Ragusa, da cinque anni in prima linea al servizio dei lavoratori e delle loro famiglie nelle serre di Marina di Acate. Qui ci sono migliaia di migranti che lavorano nelle aziende agricole. Tra loro molti bambini che non vanno a scuola.

«Con Presidio 3.0 pensiamo di allargare le attività ai colleghi di Noto e al resto della Sicilia – ha aggiunto La Monica –. Ossia fornire formazione ai colleghi siciliani dove c’è presenza di lavoro agricolo e avviare una interlocuzione con i rappresentanti dei produttori, cercando insieme delle soluzioni».

Il Progetto Presidio compie così un ulteriore passo avanti. A Roma è stata illustrata la terza edizione dell’iniziativa promossa da Caritas italiana per contrastare il caporalato e lo sfruttamento dei lavoratori nell’agricoltura. Oltre all’assistenza e tutela legale e sanitaria, alla distribuzione di beni di prima necessità, ora nelle diocesi coinvolte, tra cui Ragusa, si lavorerà anche in ambito culturale, coinvolgendo i datori di lavoro e le comunità dei territori.

Print Friendly, PDF & Email