Cenni di storia della filosofia: Socrate.

Salvatore Stornello, Acate (Rg). Socrate nacque  ad Atene nel 469 a.C, figlio dello scultore Sofronico e delle levatrice Fenarete. Ebbe due mogli: la prima fu Mirto, nipote di Aristide, la seconda Santippe, ebbe tre figli.  Come i sofisti amava circondarsi di persone di ogni età,  ceto e professione, per discutere dei problemi del momento. Come afferma Geymonat (1975), Socrate non si occupo’ di politica, ma, il suo insegnamento fu ricco di riflessi politici. Accusato di empieta’, bevve la cicuta perché condannato a morte nel 399 a.C.

Non scrisse alcun libro,  e le fonti più importanti del suo insegnamento li ritroviamo nei dialoghi di Platone, che hanno quasi tutti Socrate come protagonista,  anche se,  molte teorie attribuite al filosofo ateniese,  sono in realtà sicuramente platoniche.

Tra tutti i filosofi Socrate è il più sapiente, solo perché sa di non sapere. La coscienza critica della non assolutezza del proprio sapere,  è,  proprio essa, l’unica vera scienza (Geymonat,  1975, p.101).

Socrate non possiede nessuna verità da tramandare ai suoi discepoli,  la funzione della sua parola, e quella di invitare l’altro a guardarsi dentro la propria coscienza,  per questo l’insegnamento socratico è definito “maieutico” cioè ostetrico, simile al lavoro di sua madre Fenarete.  Il compito della levatrice è quello di aiutare le donne a partorire un figlio,  così il compito di Socrate è quello di aiutare i discepoli a partorire la propria consapevolezza.

Come afferma Geymonat (1975), il metodo socratico è rivolto 

all’arricchimento della personalità umana in tutta la sua complessità.  Per Socrate,  la verità non si può risolvere in un sistema chiuso di concetti,  ma bensì alla ricerca del vero. Per Socrate: la virtù è sapere,  da ciò si deduce che essa è felicità, una felicità che non deve essere cercata nella vita ultraterrena,  ma nella vita terrena dove l’uomo è pienamente consapevole di sé.

L’uomo deve agire in piena consapevolezza, e come scrive E. Maier: “il pessimismo cede il campo ad un ottimismo vittorioso,  ad un ottimismo tutto dominato ad un senso intenso dell’al di qua”. Il vangelo di Socrate è soltanto umano (Geymonat,  1975, p.104).

Bibliografia

Geymonat L. (1975). Storia del pensiero filosofico e scientifico. Garzanti, Milano.

 

 

Print Friendly, PDF & Email