CGIL e FABI su Riscossione Sicilia: superare la specificità siciliana e passare al soggetto unico nazionale


Dopo la decisione adottata la settimana scorsa dalla Commissione Bilancio dell’ARS che ha deliberato per la chiusura della specificità siciliana per la riscossione dei tributi ed in attesa che su ciò si pronunzi in modo definitivo l’Assemblea Regionale Siciliana, oggi sull’argomento hanno preso posizione la Federazione Autonoma Bancari Italiani e la CGIL Sicilia unitamente al proprio Sindacato di Categoria Fisac Sicilia e Fisac Nazionale.

Ecco cosa scrive la FABI:
Chi vuole mantenere ancora la specificità siciliana per la riscossione in Sicilia?
La FABI: sarebbe auspicabile un soggetto unico per tutto il territorio nazionale.

Non poltrone da difendere ad ogni costo magari facendoli pagare ai lavoratori interessati ed alla comunità siciliana. È’ ciò che afferma il Coordinatore Fabi Sicilia, Carmelo Raffa, e che l’Organizzazione Sindacale a tutti i livelli: nazionale, regionale e di rappresentanza degli esattoriali ha auspicato con il superamento della specificità isolana ed il passaggio della gestione e del Personale al costituendo soggetto unico nazionale.

Basta con le recite a soggetto, aggiunge Raffa, sulla pelle di coloro che quotidianamente fanno il proprio dovere e a tal proposito diciamo che si metta la parola fine alle criminalizzazioni di cui sono stati oggetto fin’oggi i lavoratori.

A questo punto, continua il sindacalista della Fabi, la parola sulla gestione diventa esclusivamente di carattere politico e pertanto l’Assemblea Regionale siciliana dovrà pronunciarsi attraverso un voto che dovrebbe essere coerente con l’ultima deliberazione adottata dalla Commissione Bilancio.

Mentre la CGIL e la FISAC SICILIANA E NAZIONALE SCRIVONO:

Palermo, 11 aprile- “I siciliani hanno il diritto di avere un servizio di riscossione efficiente e funzionale, al pari di tutti gli altri cittadini italiani, con le stesse regole e le stesse possibilità, senza dover ricorrere a maggiori esborsi. Se si mantenesse una società regionale tutto ciò non sarebbe possibile ”. Lo sostengono in una nota la Cgil regionale e le strutture Fisac nazionale regionale che contestano al Presidente della Regione “il non avere finora attivato il tavolo Stato- Regione per avviare il percorso necessario a definire il passaggio delle funzioni dall’agente della riscossione siciliano a quello nazionale, volutamente ignorando- sottolineano- la riforma nazionale che rafforza la gestione pubblicistica del settore”. Nella nota Cgil e Fisac ripercorrono le ultime vicende che hanno riguardano la riscossione in Sicilia, “divenuta ancora una volta- scrivono- strumento di lotta politica”. “In questi mesi- affermano Cgil e Fisac- abbiamo assistito a continui veleni e a una discussione fuorviante come se fare ciò che sta avvenendo in tutta Italia, dare cioè all’Agenzia delle entrate la titolarità del servizio, possa essere considerato arbitrario pericoloso, perfino un favore a mafiosi ed evasori”. Cgil e Fisac rilevano che “è come se si volesse distrarre l’attenzione dal vero problema da affrontare : il fatto che non ha senso far pagare ai cittadini siciliani la gestione di una società, unica nel suo genere, che sinora ha accumulato solo perdite, e che certamente ha necessità di ulteriori investimenti ed interventi finanziari. E non ha senso mantenere una società regionale quando nel resto d’Italia lo stesso servizio è gestito dallo Stato”. Aggiungono ancora i sindacati “il bilancio della Regione Sicilia non si può certo permettere di utilizzare milioni di euro ogni anno per mantenere una società regionale senza averne concreti vantaggi per i cittadini ma solo costi aggiuntivi”. Cgil e Fisac definiscono “incongrue” le giustificazioni sulla presunta convenienza della società siciliana e specificanp “L’incasso della riscossione dei ruoli è stato sempre versato in modo automatico e trasparente a tutti gli Enti impositori, compresa la Regione Sicilia e la quota spettante a quest’ultima è stata definita proprio dall’attuale Governatore siciliano con gli accordi Stato–Regione da lui stesso siglati. Ed anche gli introiti del nuovo agente della riscossione resteranno in Sicilia, dato che oltre la metà sono destinati a pagare le retribuzioni e le lavorazioni necessarie a svolgere le attività saranno necessariamente affidate ad aziende che operano sul territorio siciliano”. Il sindacato sottolinea che “i lavoratori di Riscossione Sicilia sono stanchi di assistere a guerre e a strumentalizzazioni e hanno diritto a serenità e rispetto”.
“Se il Parlamento regionale decidesse di affidare al nuovo Ente economico nazionale dipendente da Agenzia delle Entrate il servizio di riscossione- scrive il sindacato- la Cgil e la Fisac saranno in prima linea nel chiedere al Ministero dell’Economia ed al Governo siciliano di attivarsi immediatamente e senza strumentali ritardi affinché non ci siano vuoti di gestione, in modo da consentire ai cittadini siciliani di fruire delle agevolazioni di legge al pari di quanto avviene nel resto d’Italia senza alcuna disfunzione”

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