Che fine ha fatto il Fondo integrativo dei giornalisti?

rino durante, Ragusa, 10 giugno 2015 – Anche i giornalisti (già pensionati e quelli che andranno in pensione) hanno a che fare con un Governo che avalla, tramite un suo ministro (Lavoro e Politiche sociali) la cancellazione di diritti acquisiti. Stiamo parlando del fondo integrativo ex Fissa gestito dall’Istituto nazionale previdenza giornalisti italiani (Inpgi) per conto della Federazione nazionale della Stampa e della Federazione editori. Nell’ultimo accordo per il rinnovo contrattuale è stato, infatti, deciso, stante la crisi dell’editoria, che il Fondo integrativo non sarebbe stato più erogato, per chi ne aveva fatto regolare richiesta al momento di andare in pensione, per intero, ma solo il 20% della somma spettante e il resto suddiviso mensilmente in 12 anni (!). Volendo semplificare, a chi spetta 50.000 euro ne vanno solo 10.000 e il resto in 12 anni. C’è da dire che per vedersi liquidato il Fondo in questione i giornalisti pensionati dovevano attendere, in un’apposita graduatoria, circa cinque anni. Quindi, ci sono stati giornalisti che, anche ad un mese della tanto agognata erogazione, si sono  sentiti dire: spiacenti ma te ne diamo solo il 20%. Il resto rateizzato. Ma non finisce qui. Per rendere l’idea di quanto è accaduto pubblichiamo due comunicati ufficiali dell’Inpgi.  Questo il primo in data 11 febbraio 2015. ”Il Consiglio di amministrazione dell’Inpgi nella sua odierna seduta – recependo una nota dei Ministeri vigilanti datata 6 febbraio 2015 – ha definitivamente perfezionato e reso quindi operativa la delibera 76/2014 con la quale, nello scorso mese di dicembre,  veniva concesso un finanziamento al Fondo integrativo contrattuale “ex fissa”, non più in grado di garantire la regolare liquidazione della prestazione a causa della forte crisi del settore editoriale.  Grazie a tale provvedimento sarà, quindi, possibile – già nel prossimo mese di marzo – liquidare un acconto lordo di 10.000 euro a tutti i giornalisti che hanno maturato il diritto e chiesto la liquidazione della c.d. “Ex Fissa” alla data del 31 luglio 2014. Il capitale residuo sarà rateizzato secondo un piano di ammortamento – che partirà entro il 2015 e avrà una durata media di 12 anni – stilato sulla base di elementi quali: anzianità di iscrizione al fondo, ammontare della prestazione e età del giornalista.  Tutti coloro che non hanno presentato la domanda di pensione e quindi di liquidazione della quota del Fondo alla data del 31/07/2014, saranno ammessi – al momento della domanda di pensione –  ad un piano di rateizzo, anche in questo caso determinato da: anzianità di iscrizione al fondo, ammontare della prestazione e età del giornalista”. Ma il 30 marzo 2015 l’altra doccia fredda. ”l Consiglio di Amministrazione dell’Inpgi, nella sua seduta odierna, ha analizzato e fornito risposta alle osservazioni pervenute dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali a seguito di una nota della Covip sul tema del finanziamento, già deliberato, dall’Istituto al Fondo ex fissa. Ribadendo per l’ennesima volta che l’Inpgi interviene nella vicenda come mero esecutore degli accordi intervenuti tra le Parti Sociali (Fnsi-Fieg) in occasione dell’ultimo rinnovo contrattuale, il Cda, nel fornire le dovute risposte tecniche ai quesiti sollevati, ha confermato che gli uffici sono pronti ad erogare la tranche di 10 mila euro lordi per ciascun giornalista avente diritto, così come da accordo contrattuale, non appena l’iter ministeriale sarà concluso. Si auspica che, nei prossimi giorni, la delibera assunta nei mesi scorsi e già approvata dai Ministeri vigilanti, possa avere esito definitivo”. Da quella e fino stamane, dopo controlli all’Ufficio competende dell’Inpgi, nessuna novità. Tutto tace.

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