Chiaramonte Gulfi leader del made in Italy di qualità

gianni di gennaro

Chiaramonte Gulfi (RG) Sicilia – 4/10/14 Chiaramonte Gulfi, un piccolo centro della provincia di Ragusa, che sorge a quasi 700 metri sul livello del mare. Pochi abitanti, cittadina tranquilla, aria buona, ma soprattutto, recentemente, definita città leader del made in Italy di qualità.

La città dell’olio, ma non solo; comunque, prima, vogliamo fare un doveroso omaggio alla “spremuta” delle olive iblee, che hanno conquistato il primo posto, non solo in Italia, ma nel mondo. Stiamo parlando, in particolare, dell’olio Primo del frantoio dei fratelli Cutrera, una tradizione storica, se si pensa che l’attività di spremitura, è stata avviata dagli antenati dei Cutrera, nel lontano 1906. Una famiglia che è riuscita, mantenendo inalterato il sapore dell’olio di un tempo, spremendolo a freddo, ad ottenere riconoscimenti internazionali  e di grande prestigio. Oggi il frantoio Cutrera, non è solo olio, ma anche sapori antichi e perduti, dell’arte culinaria chiaramontana.

Sempre a Chiaramonte, all’ingresso della città, sorge una azienda, anche questa saltata alla ribalta della cronaca nazionale e d’oltre frontiera: Agromonte di Carmelo Arestia e figli. Una famiglia di Vittoria, che ha voluto spostare la parte più importante dell’attività commerciale, proprio a Chiaramonte Gulfi. Lì si trasformano i prodotti dell’agricoltura vittoriese, con particolare riferimento al ciliegino, facendoli diventare, prelibati e ricercati alimenti, anche questi, con sapori di altri tempi.

Carmelo Arestia, che ha avviato la sua attività nel mercato ortofrutticolo di Vittoria, all’inizio degli anni 70, ha saputo attirare l’interesse della sua famiglia, verso l’attività che oggi lo pone in una posizione di eccellenza.

E infine, ma non perchè vogliamo classificarlo ultimo, ma perchè è il più giovane del gruppo,  ci occupiamo di un macellaio chiaramontano doc, Massimiliano Castro, che, all’interno della sua piccolissima macelleria, sita in una piazzetta minuscola: piazza San Salvatore, ha “magnificato”, non solo il maiale, arte questa, prettamente chiaramontana, ma ha avviato una produzione, sempre più richiesta nei mercati italiani ed esteri, con riferimento soprattutto ai Paesi arabi, di insaccati di asino. Salami, mortadelle e quant’altro, con gusti eccellenti e destinati ai mercati alimentari di popolazioni musulmane, che per rispetto della loro religione, non mangiano maiale.

Ma Castro, ha pensato anche a quanti vogliono gustare i prelibati salami di maiale con pistacchi di Bronte, al pepe nero o alle erbe selvatiche delle colline iblee.

Per questo riteniamo che questo piccolo centro e quanti lo aiutano a renderlo famoso nel mondo, meritino una attenzione particolare.

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