Chiude la settimana del Gal Natiblei al cluster Biomediterraneo di Expo 2015.

Milano, 24 giugno 2015 – <<Sicilia, finiscila di piangere>> questo il finale della performance musicale del cantautore Carlo Muratori, che corregge il noto verso di Ignazio Buttitta (“Sicilia chianci”, in Pirati a Palermo) e conclude la settimana del Gal Natiblei.
E questo è il senso sotteso dalla presenza dell’agenzia di sviluppo degli Iblei ad Expo 2015: un modello di sviluppo possibile, che renda protagonisti i territori rurali e che guardi al futuro dell’isola e al suo ruolo nel Mediterraneo. All’interno del palinsesto di Regione Sicilia, il Gal, che promuove le attività in grado di sviluppare l’economia locale, ha valorizzato le eccellenze alimentari dell’area del sudest dell’isola e i prodotti delle aziende che coniugano tradizione e innovazione. L’ambiente rurale degli Iblei è un laboratorio per sperimentare strategie di sviluppo: negli ultimi tre anni il Gal Natiblei ha erogato cinque milioni di euro attraverso il Piano di sviluppo rurale. Piccole e medie imprese familiari e giovani imprenditori che scommettono sulle potenzialità e sulla bellezza dei luoghi in cui sono nati e da cui non vogliono fuggire. Dove gli ulivi secolari ereditati dai nonni producono la dop tonda iblea, una delle eccellenze tipiche del territorio, apprezzata dai concorsi internazionali. Dove una cipolla particolarmente dolce, quella di Giarratana, diventa presidio Slowfood e attraversa l’Oceano in vasetto.

Il racconto degli Iblei ad Expo ha messo al centro la stagionalità e la tipicità dei prodotti della terra, che sono alla base della dieta mediterranea, riconosciuta come patrimonio dell’umanità. Sul palco del cluster lo showcooking, la preparazione e la degustazione del cibo, è stato l’attrattore principale, accompagnato da suoni, immagini e parole che hanno evocato i luoghi segnalati dalla World heritage list dell’Unesco (Pantalica, Siracusa e il distretto del Barocco) e la bellezza della valle dell’Anapo, dove crescono 35 specie di orchidee spontanee e piante che curano da millenni, come l’iperico. << Gli altri padiglioni hanno puntato sulle attrazioni tecnologiche, noi abbiamo cercato di incuriosire con i sapori genuini della nostra terra, di raccontare le storie di prodotti di nicchia che conquistano il mondo, di incantare con l’anima dei luoghi>>, spiega Gaetano Amenta, che ha coordinato tutte le attività del Gal ad Expo 2015.
Musica, sapori, colori che rappresentano la Sicilia che cambia e sogna di tornare a essere il cuore del Mediterraneo. Una sfida, quella della crescita economica in tempo di crisi, e dei rapporti possibili con i Paesi del Maghreb, che ad Expo 2015 si è intravista non solo negli showcooking condivisi tra chef siciliani e tunisini, ma anche nella firma di un’intesa su progetti di cooperazione tra l’area degli Iblei e il Libano. Paolo Amenta, presidente dell’agenzia Val d’Anapo, sintetizza: <<In un incontro con alcuni rappresentanti del Libano presenti al cluster, abbiamo sottoscritto un protocollo per individuare progetti comuni sui temi dell’agricoltura e del turismo, dei rifiuti e delle energie rinnovabili>>.

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