Clima – Verdi, tragedia ambientale a causa degli incendi. Bruciati 125.000 ettari

TEMPERATURE RECORD AD AGOSTO, A ROMA CON 31,1°C IL MESE PIU’ CALDO ULTIMI 40 ANNI

“I dati conclusivi che questi tre mesi estivi hanno lasciato sul campo sono realmente drammatici. Partendo dalle temperature, che hanno visti picchi storici, come quello di Roma, che con i 31,1 ° C di media in agosto è il mese più caldo degli ultimi 40 anni, o Milano (26,3 ° C), Napoli (27,5°C), Palermo (27,5°C), Bari (27,1°C) e Bologna (27,1°C) tutte città le cui medie sono state le seconde più alte da 40 anni a questa parte” Lo ha spiegato oggi il coordinatore nazionale dei Verdi Angelo Bonelli, presentando il dossier dei Verdi “Caldo, Incendi e Siccità, un’estate da ricordare”.

“Anche il settore degli incendi ha visto il dato record degli incendi in Italia pari a 124.735 ha dall’inizio dell’anno, è come se tutta la superficie di Roma Capitale fosse andata a fuoco – ha spiegato l’ecologista – con danni finora pari a 2 miliardi e mezzo di euro tra valore del patrimonio andato a fuoco, costo degli spegnimenti e costo per il ripristino della situazione.”

“Queste ondate di calore hanno causato il 70% di piogge in meno rispetto alla media, in alcune città italiane non si è visto un solo goccio di pioggia durante tutta l’estate.” – ha proseguito Bonelli – Qui la parte da leone l’ha fatta la rete idrica italiana colabrodo con la folle cifra di quasi 9 miliardi di acqua dispersa al giorno, 100 mila per secondo.”

“Come primo impegno urgente – ha spiegato l’ecologista – noi Verdi chiediamo al ministro dell’ambiente di esercitare i poteri sostitutivi per sospendere l’attività venatoria su tutto il territorio nazionale ai sensi dell’art.8 comma 4 legge 5 giugno 2003 n.131 e del secondo comma dell’art.120 della Costituzione. La richiesta trova giustificazione nella situazione di grave emergenza ambientale che si è creata in Italia a causa della prolungata situazione di siccità e della distruzione di importanti aree naturali e boschive per un totale di oltre 130 mila ettari. A supporto di questa richiesta c’è la nota dell’Ispra La sospensione dell’attività venatoria è un atto necessario e dovuto se vogliamo tutelare la biodiversità e la fauna, il mancato accoglimento sarebbe un atto contro la legge e contro l’ambiente creando un danno pari a quello provocato dagli incendi e dalla siccità. Sarebbe drammaticamente scandaloso e vergognoso.”

“Un altro atto urgente – ha concluso Bonelli – la rettifica immediata della Riforma Madia che ha messo in stand-by 7000 forestali, che precedentemente erano preposti come Dos, ovvero i direttori operativi degli spegnimenti: coloro che sono in grado di coordinare i lavori in caso di emergenza. Compito che non è stato riassegnato a nessuno, con gravi ripercussioni sugli spegnimenti.”

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