Comitato No Triv Sicilia: Milazzo brucia, la SEN ancora no

Coordinamento nazionale No Triv, sez. Sicilia: «Petrolio e Raffinazione in Sicilia anno 2014, un riepilogo. Non c’è due senza tre: macché, non c’è tre senza quattro».

«26 Febbraio 2014, un incendio è divampato nell’impianto “power former” della raffineria “Isab Sud”, azienda ad oggi interamente controllata dal gruppo russo Lukoil, nella zona industriale di Priolo, Siracusa.
15 marzo 2014; un incendio di vaste proporzioni è divampato  nel settore “coking 1” all’interno della raffineria Eni di Gela.
26 settembre 2014; un gravissimo incendio è divampato alla raffineria “Mediterranea” di Milazzo (partecipata in quota paritaria da Eni e Kuwait Petroleum Italia)». Apre così un nota inviata alla stampa del coordinamento nazionale No Triv, sez. Sicilia.
«Non c’è tre senza quattro? Di fronte a questa – continua il comitato No Triv – spaventosa catena in successione di “incidenti” legati alla gestione e trattamento della filiera petrolifera, Caro Renzi, quanti disastri ambientali la Sicilia dovrà ancora sopportare?
Quali risposte darai, ora, al territorio e ai cittadini di Milazzo, direttamente coinvolti da quest’ultimo disastro ambientale, da anni tristemente annunciato? Quali ulteriori ipocrite giustificazioni di comodo sei già pronto a fornire alle popolazioni siciliane che già stanno pagando con centinaia di morti ed ammalati gravi, in seguito al protrarsi di queste attività?
Sono questi scenari di apocalisse che ci dobbiamo aspettare quando sfidando ogni ragionevole critica pensi di agire “per il bene del paese”? La tua servile arroganza ci rende fieri di appartenere a quei “comitatini” che contestano e si adopereranno per cercare di fermare con ogni mezzo la scellerata scelta del raddoppio delle trivelle.
Quest’ultimo disastro è la prefigurazione degli scenari prospettati dal tuo D.L. n. 133/2014, in vigore dal 13 Settembre scorso, il cosiddetto “Sblocca Italia” (attualmente in fase di conversione in legge). Tassello di un progetto più ampio che vuole anticipare e completare il processo di revisione costituzionale, con l’approvazione dell’attuale  proposta di riforma del Titolo V, esso si prefigge di scippare l’Alta Capacità dei poteri concorrenti in cui le Regioni hanno trovato spazio ed autonomia, dopo la riforma del Titolo V del 2001, per la salvaguardia dell’ambiente (e del paesaggio) e per la tutela dei cittadini.
Caro Renzi, volendo prendere alla lettera l’attuale Strategia Energetica Nazionale, approvata nel 2012 dal governo Monti, oggi la tua politica ci sta facendo retrocedere sulle rinnovabili!
Alla luce di tutto questo è doppiamente assurda la logica di volere raddoppiare le trivellazioni petrolifere per estrarre fino all’ultima goccia di petrolio e di gas a terra e nei nostri mari da qui ai prossimi decenni, senza proporre uno scenario credibile, dove nel bilanciamento tra la decarbonizzazione e le fonti rinnovabili  si sposti progressivamente l’ago della bilancia dalla parte di queste ultime.
Questo hai fatto nel documento di programmazione presentato nel semestre italiano di Presidenza UE. Questo hai vergognosamente cercato di nascondere all’assemblea dell’ONU.
Finchè avremo la possibilità e la forza di farlo, continueremo a rinfacciare a te ed ai tuoi padroni delle lobbies speculative e del fossile la tua totale schizofrenia. Con tutta la rabbia del popolo inquinato».

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