Consegnata all’assessore regionale Pistorio la proposta della task force #CataniaSicura

Tra le misure previste: registro dei crediti edilizi e istituzione di un fondo garanzia sui fidi concessi, per ridurre impatto economico sulle famiglie

CATANIA – Le proposte fattive della task force #CataniaSicura sono state messe nero su bianco: Ance Catania ha riunito nei mesi scorsi, in un tavolo di lavoro, tutti gli attori della filiera edile del territorio, a partire dagli Ordini di Architetti e Ingegneri e dalle altre categorie professionali, passando per il mondo accademico e la Protezione civile, fino all’Amministrazione comunale, con l’obiettivo di elaborare un modello virtuoso di prevenzione antisismica. «Il documento in cui illustriamo le misure per incentivare gli interventi di adeguamento sismico degli edifici nel capoluogo etneo – ha dichiarato il presidente Ance Catania Giuseppe Piana – è stato consegnato all’assessore regionale alle Infrastrutture Giovanni Pistorio, al fine di sollecitarne il recepimento all’interno della legge finanziaria che dovrà essere approvata dall’Assemblea siciliana. Il criterio fondamentale che guida la proposta – ha continuato – deve essere ricercato nell’importanza di assicurare quanto più possibile la vita e la sopravvivenza delle persone in caso di un evento sismico, che dalle nostre parti potrebbe rivelarsi catastrofico. In questo modo sarà possibile tramandare il patrimonio edilizio messo in sicurezza, conservandone l’identità e il valore storico».

Per affrontare e sostenere gli interventi di adeguamento – si legge nella relazione – si suggerisce di affiancare alle detrazioni d’imposta previste dalla Legge di Bilancio per il 2017, una premialità volumetrica da assegnare a chi decide di effettuare gli interventi, introducendo – in attesa del decreto ministeriale che definisca la classificazione sismica degli edifici – una norma transitoria che garantisca comunque l’avvio degli lavori. Si tratta di un “bonus cubatura”, cedibile a terzi, che rafforzerebbe la possibilità e la propensione a effettuare le opere, soprattutto da parte della popolazione meno abbiente. Tale misura premiale, che non sarà cumulabile con altri bonus volumetrici, andrà a configurare un “credito edilizio” che, oltre a garantire l’equilibrio economico finanziario dell’intervento, sarà quantificato anche in funzione dei principi di rigenerazione urbana. Le “sostituzioni edilizie” saranno così orientate all’obbligo dell’adeguamento degli standard a parcheggi e verde pubblico.

«In questo caso – ha commentato ancora Piana – ferme restando le competenze dei Comuni in relazione all’individuazione delle aree e degli ambiti territoriali su cui è possibile intervenire con i progetti di sostituzione edilizia, sarà la Regione che fornirà le linee di indirizzo e che predisporrà il registro dei crediti edilizi. Nella proposta abbiamo previsto inoltre l’istituzione di un fondo di garanzia per i fidi concessi dagli istituti di credito, al fine di ridurre l’impatto economico degli interventi sulle famiglie e stimolarle così a realizzare i lavori».

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