Convegno della SIMFER a Comiso su “La riabilitazione tra falsi miti e realtà”

Dodicesimo congresso regionale SIMFER (Società Italiana di medicina fisica e riabilitazione) dal 9 all’11 giugno, 2016, a Comiso.

Il convegno dei medici e degli operatori del settore della Riabilitazione, si svolgerà presso Villa Orchidea ed avrà come titolo “La riabilitazione, tra falsi miti e realtà. Proposte e risposte”.

Responsabile scientifico e presidente del congresso è la dottoressa Sara Lanza, Direttore dell’U.O.C. di Medicina Fisica e Riabilitazione dell’ospedale di Comiso. Presidente onorario è il dottor Salvatore Anzalone. Il comitato scientifico è composto dai medici della U.O.C: Marco Cavallo, Giuseppe Sicuso, Giuseppina Bonfiglio, Vincenzo Bombace.

La Regione Sicilia ha adottato il “Piano della Riabilitazione” solo di recente (decreto del 26/10/2012). Ad esso la SIMFER ha dato un contributo determinante. Ma, a due anni dalla pubblicazione, la Riabilitazione in Sicilia continua ad essere la cenerentola della sanità e, nonostante le buone intenzioni del Piano, esso rimane oggi inapplicato.

Lo scopo del XII congresso della Riabilitazione siciliana è quello di chiarire gli aspetti ancora irrisolti. La Riabilitazione oggi in Sicilia sconta un ritardo culturale ed organizzativo e di essa si ha spesso un’immagine fuorviata.

“La Riabilitazione, soprattutto al sud – spiega Sara Lanza – è vittima di un ritardo culturale, che danneggia esclusivamente i pazienti. Fin dall’inizio la Riabilitazione è partita per rispondere in maniera disorganizzata, senza una programmazione. Si è guardato dapprima solo alle esigenze “piccole” dei pazienti: il servizio pubblico ha risposto con la creazione degli ambulatori, il privato, soprattutto di tipo associativo, ha risposto con la nascita delle Aias, Csr, eccetera, che si è occupato delle problematiche neurologiche, soprattutto dell’età evolutiva. Successivamente il servizio sanitario ha creato le prime RSA e ha cominciato a tracciare i percorsi per l’assistenza domiciliare. In ultimo, solo in ultimo, sono nati i reparti di Riabilitazione. In alcuni posti, sono nati a carico del “pubblico”, in altre zone sono nate a carico del “privato”. In questa crescita disorganizzata non è ancora nata una vera “cultura della riabilitazione”. La Riabilitazione non è solo la fisioterapia. La fisioterapia è “uno” degli strumenti, non è “lo strumento”. Oggi dobbiamo lavorare per mettere in atto le indicazioni del “Piano di Riabilitazione regionale”, ancora in gran parte inattuato”.

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