Crisi occupazionale e lacrime di coccodrillo dei burocrati dell’Europa

Carmelo Raffa

Oggi a Bruxelles – «A Renzi dico che non sono il capo di una banda di burocrati: sono il presidente della Commissione Ue, istituzione che merita rispetto, non meno legittimata dei governi». Così Jean Claude Juncker ha risposto ad una domanda rivoltagli da Manfred Weber, capogruppo del Ppe al Parlamento europeo, in merito alle parole di Renzi in occasione dell’ultimo Consiglio europeo. Weber criticando il Premier italiano ha chiesto a juncker: «Vorrei sapere da lei, presidente Juncker, cosa pensa del premier italiano che non vuole farsi dettare la linea dai tecnocrati di Bruxelles».

Polemiche su polemiche quelle di Bruxelles ma quello che constatiamo è che quest’Europa con la sua rigidità ha ingessato la nostra nazione che tutt’ora non viene messa nelle condizioni ottimali di riprendersi. La disoccupazione è lievitata sempre più in alto ed a pagarne le spese sono stati principalmente i giovani siciliani e del mezzogiorno.

Al signor Junker che quasi quasi si sente offeso per essere stato apostrofato da Renzi quale facente parte di una banda di burocrati, noi ci permettiamo di chiedergli se non si sente responsabile, almeno un pochino, della sofferenza degli occupati che hanno perso il posto di lavoro e per i tanti giovani che dopo avere studiato per tantissimi anni continuano a brancolare nel buio più profondo. Se spesse volte abbiamo criticato Matteo Renzi per le sue facili battute al vetriolo in questa circostanza dobbiamo affermare che è stato troppo buono.

Le previsioni della Commissione europea presieduta da Juncher è consapevole che la ripresa è ancora lenta e che occorre accelerare gli investimenti pubblici e privati per sostenere la crescita e l’occupazione

Ed allora vorremmo capire perché l’Europa continua a pretendere troppo dal nostro paese ed in questo modo a pagare sono i più deboli cioè “i terroni”.

Respingiamo queste logiche perverse e chiediamo al nostro Premier di non fermarsi alle semplice battute ma ad operare affinché si realizzi un’inversione di tendenza che favorisca il rilancio dell’attività produttiva ed occupazionale in Italia, a cominciare dalle zone più disagiate.

Carmelo Raffa

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