Diocesi Ragusa. Note per ricordare, resoconto di un’esperienza di “learning on the job”

Grande successo per l’evento “Note per ricordare”, che si è svolto l’11 gennaio scorso, anniversario del terremoto del 1693, nello splendido scenario della Chiesa della Badìa a Ragusa.

L’iniziativa – nata come esperienza di “learning on the job” nell’ambito del modulo di formazione per giovani del Servizio Civile tenuto dal Direttore dell’Ufficio diocesano per le Comunicazioni Sociali, Gian Piero Saladino – è stata promossa dalla Diocesi di Ragusa e dalla Fondazione San Giovanni Battista, sostenuta da vari sponsor fra cui Insieme e Radio Karis, e ha coinvolto oltre 100 spettatori, superando le migliori aspettative dei giovani organizzatori.

L’evento ha inteso risvegliare nei cuori dei ragusani un ricordo lontano e significativo per la storia della loro città, quale il catastrofico terremoto che colpì la Sicilia orientale nel gennaio del 1693, offrendo due momenti di comunicazione e intrattenimento.

Il primo, volto ad informare il pubblico sulla situazione sismologica del territorio, sui rischi esistenti e sui comportamenti da adottare in caso di eventi sismici, ha visto il giornalista Saro Distefano condurre una brillante intervista a Vincenzo Dimartino, presidente dell’Ordine degli Ingegneri, e a Marcello Dimartino, responsabile della Protezione Civile, che hanno fornito così un quadro chiaro dei problemi attuali e delle soluzioni che si dovrebbero al più presto adottare.

Il secondo momento ha visto alternarsi performance musicali e letture di alcuni testi scritti dai cronisti del tempo. L’interprete, Daniele Voi, ha letto alcune pagine del compianto Mimì Arezzo, emozionando il pubblico fino a raggiungere il culmine con una poesia scritta dalla giornalista Maria Rita Parroccini.

Molto gradita è stata la performance della giovane clarinettista Federica Cascone, che ha proposto agli astanti un brano di Gaetano Donizetti, precedendo il suggestivo concerto di archi eseguito dall’Ensemble Barocca Iblea, con musiche di Arcangelo Corelli e Antonio Vivaldi, che ha suscitato l’ammirazione del pubblico comprovata dai ripetuti applausi.

Un pensiero di vicinanza e di solidarietà è stato riservato, a conclusione dell’evento, alle popolazioni del centro Italia recentemente colpite dal terremoto, e il presidente della Fondazione San Giovanni Battista, Tonino Solarino, ha voluto concludere auspicando analoghe performance da parte dei ragazzi del servizio civile impegnati in altri progetti.

“Riteniamo – ha dichiarato Gian Piero Saladino – che questa “prova d’autore”, ideata e realizzata interamente da un gruppo di sei giovani del servizio civile, possa costituire precedente incoraggiante per i circa 100 giovani quest’anno impegnati nel servizio civile, e valga come segno prezioso di ecclesialità e di responsabilità civile, e come contributo di vitalità per una città, patrimonio Unesco, che merita di concorrere, nei prossimi anni, al titolo di capitale italiana della cultura”.

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