Educare ai valori e al senso della vita: riflessioni e proposte

La riflessione sulla realtà e sul senso della vita sta alla base dell’esistenza e si pone come paradigma o modello culturale per poter vivere in modo sereno e responsabile e quindi libero.

Chi non riesce a trovare un senso alla propria vita e a dare una spiegazione o ragione agli eventi si sente, quasi sempre, disorientato e confuso, demotivato, non in grado di governare le situazioni e di orientarle in senso positivo.

Occorrono, quindi, capacità riflessiva e senso critico per poter valutare e scegliere e per trovare in se stessi quella carica e quella motivazione necessarie ed indispensabili per vivere da protagonisti in una realtà e in un mondo sempre più complessi e mutevoli, alienanti, e sempre meno a misura d’uomo.

La vita può essere, per ciascuno di noi, “paradiso o inferno”.

Dipende da noi, dalle nostre scelte.

Non c’e’ dubbio che ciascuno di noi è libero di scegliere.

Le scelte vanno effettuate, in linea di massima, sulla base di ciò che riteniamo più importante, delle nostre idee e dei nostri sentimenti, di ciò che più ci scalda l’anima e che per noi è essenziale, prioritario, motivo per cui se, per esempio, diamo più importanza al denaro e lo mettiamo al primo posto nella scala dei valori, noi faremo di tutto pur di averlo, per entrarne in possesso e metteremo le nostre capacità e la nostra intelligenza al servizio di chiunque, anche di chi fabbrica armi e strumenti di distruzione e di morte.

Sembra assurdo, ma è così.

Nella realtà di tutti i giorni si contrappongono, infatti, la “cultura” della vita e la”cultura” della morte, il bene e il male e tocca a noi scegliere.

Dobbiamo, pertanto, essere consapevoli dei problemi che pone la realtà e dei rischi o pericoli che presenta la tecnologia, la quale viene incontro alle nostre esigenze e nello stesso tempo crea “bisogni” indotti, falsi perché ti porta a pensare e a credere che senza gli ultimi ritrovati o scoperte della tecnologia tu non puoi vivere e progredire, andare avanti e quindi ti spinge ad acquistarli, ad averli, ad incominciare dal cellulare di ultima generazione e così via.

Ovviamente, bisogna considerare l’uso che ne fai.

La stessa cosa vale per i video-giochi e il pc.

Dobbiamo, dunque, essere “vigili” e attenti per non cadere nelle trappole che purtroppo ci sono ed evitare di metterci nei guai.

Aiutare i ragazzi a riflettere, a ragionare, a saper valutare e scegliere in modo consapevole e critico, ad essere giudiziosi e responsabili, a capire la realtà e le sue “sfaccettature”, a pensare in positivo, a considerare diverse ipotesi di soluzione, da persone intelligenti che sanno guardare oltre, deve essere “compito “principale della scuola che, insieme alla famiglia, intende “gettare le basi” per la formazione dell’uomo e del cittadino di domani in grado di sapersi orientare e scegliere, pur in mezzo ad una molteplicità di situazioni e di problemi.

Dare le “chiavi di lettura” della realtà e gli “strumenti necessari” per vivere da protagonisti, da persone libere e responsabili, in un mondo in continua evoluzione e in una realtà non immediatamente comprensibile, “trasparente”, diventa compito prioritario e imprescindibile, non demandabile ad altri, impellente, urgente, di vitale importanza che scuola e famiglia devono portare avanti insieme.

La scuola, in quanto tale, deve fornire agli alunni le “mappe” di un mondo complesso e mutevole, in perenne agitazione, e nello stesso tempo la “bussola” che consenta a ciascun individuo di trovarvi la propria “rotta”. (Vedi Rapporto Delors sull’educazione)

Bisogna essere consapevoli che la scienza e la tecnologia non possono dare la felicità e nemmeno i così detti “idoli” o miti (il denaro, il potere o successo, il piacere).

Solo l’amore potrà salvare il mondo, l’amore che nasce dalla coscienza del bene e del male, dal riconoscere i propri limiti e la propria fragilità, la propria natura, dal prendersi cura degli altri, dall’impegno costante per cercare di migliorare se stessi e la realtà che ci circonda, dalla forza e dal coraggio di dire no alla violenza, all’orrore, a tutto ciò che offende la dignità della vita e della persona, dalla voglia di vivere e di essere.

La scuola, se veramente tale, può aiutare a migliorare il mondo e la realtà, a formare l’uomo e il cittadino, a sviluppare le potenzialità della persona in senso positivo e costruttivo.

La scuola, in tal modo, diventa innovativa e rivoluzionaria, come ebbe ad affermare Bruner, perché offre la possibilità di riflettere e ragionare su ciò che non è, ma che può essere e consente di intervenire in modo critico e costruttivo sulla realtà che ci circonda e sulle diverse situazioni per cambiarle.

Tante le problematiche da affrontare e da discutere:

l’amicizia, la solidarietà, la legalità, la tecnologia, l’inquinamento, l’ecologia, l’intercultura, la violenza, il razzismo, il terrorismo, il bullismo, la società complessa, la democrazia, la libertà, l’uguaglianza, il rispetto della persona, la pace, le vecchie e le nuove povertà tra le quali il conformismo, il relativismo e il nichilismo che Umberto Galimberti, esperto della comunicazione e neuro –psichiatra, definisce “nuovi vizi capitali”.

Ecco perché bisogna cercare, in tutti i modi, di aiutare i ragazzi a riflettere sulla realtà che li circonda, a guardare oltre le apparenze per cogliere delle cose il senso e l’essenza e saper vedere con “occhi nuovi” la realtà, per cercare di migliorare se stessi e il mondo avanzando diverse ipotesi e proposte di soluzione.

La vera ricerca, infatti, non consiste tanto nello studio di situazioni e luoghi nuovi, nell’analisi di problematiche nuove, quanto nel guardare “con occhi nuovi” e sotto angolature e prospettive diverse la realtà e i problemi ad essa connessi.

La poesia offre un notevole contributo in tal senso perché è linguaggio creativo per eccellenza che, per sua natura, si oppone ai linguaggi omologanti e totalizzanti del nostro tempo e consente di andare oltre la realtà per rinnovarla, trasformarla.

Così si esprime Ungaretti in una della sue poesie dal titolo COMMIATO.

Poesia è il mondo
l’umanità
la propria vita
fioriti nella parola;
è la limpida meraviglia
di un delirante fermento.

La poesia, infatti, canta la vita e aiuta a riflettere sulla realtà che ci circonda per capire le diverse situazioni e i vari problemi, se stessi, gli altri, il mondo.

La poesia offre la possibilità di operare un confronto tra ciò che è e ciò che ancora non è, di avanzare ipotesi di soluzione dei problemi e della realtà e ti accomuna agli altri nella ricerca perché ti fa sentire “uomo” con i propri limiti e le proprie risorse, “creatura” e quindi parte dell’universo.

Riscoprire la propria umanità e la propria fragilità, ma anche la propria dignità, la propria natura e levatura spirituale, la missione alla quale siamo chiamati significa riconoscere di essere creature e di portare in sé l’impronta del Creatore, cioè di essere stati creati ad immagine e somiglianza di Dio, motivo per cui dobbiamo cercare di operare per il bene nostro, degli altri, dell’umanità tutta non deturpando questa immagine e somiglianza con Dio.

Ognuno di noi, ogni essere umano, può fare tanto bene e tanto male; può essere strumento di comunione e di unione o strumento di distruzione e di morte.

Sta a noi scegliere.

Ritengo utile sottoporre all’attenzione degli adulti (genitori ed educatori) alcune frasi o espressioni significative di autori noti che riguardano i ragazzi e che ci aiutano a riflettere e a pensare in positivo:

  • I ragazzi sono “fuochi da accendere”
    Plutarco
  • I ragazzi sono “Mondi da esplorare”
    K.Popper
  • I ragazzi sono “paesaggi da visitare”
    Comenio
  • I ragazzi non sono “vuoti a perdere”
    Prof.R.Cafiso
  • I ragazzi non sono “vasi da riempire”
    Plutarco
  • I ragazzi non sono “oggetto” delle nostre frustrazioni e/o aspirazioni
    K. Gibran

A queste ne voglio aggiungere una alla quale credo particolarmente e che ho tenuto sempre presente nel corso della mia professione:

  • I ragazzi non sono semplici destinatari, ma soggetti attivi, artefici e protagonisti del processo educativo e del loro sviluppo.

I ragazzi vanno, pertanto, capiti, rispettati, sostenuti e aiutati.

Mi piace concludere con un messaggio augurale per gli alunni e per i giovani in generale ai quali il Prof. R. Cafiso ha rivolto un caloroso e accorato invito in uno dei suoi articoli pubblicati sul quotidiano “La Sicilia” nella rubrica “Psiche e società”:
<<Per favore, ragazzi, cambiate il mondo!>>

Ed ecco l’esortazione e l’augurio da parte mia:

  • Non smettete mai di sognare, di credere e sperare in un mondo nuovo dove regnino l’amicizia, il rispetto, la solidarietà, l’amore, la comprensione, l’unione, la comunione, la pace, la concordia, la fratellanza.
  • Non smettete di pensare in positivo, di coltivare sogni e utopie, di vivere come “alberi che affondano le loro radici lungo corsi d’acqua, nel fiume del bene” (Salmi e Papa Giovanni Paolo II).
  • Non cedete alle lusinghe del mondo che propone falsi idoli e miti e promette successo e facili guadagni, ma in effetti delude e deprime; impegnatevi con tutte le vostre forze per migliorare voi stessi e la realtà.

Considerazioni conclusive

Molto dipende da voi, ragazzi, e da quanto vi hanno insegnato i vostri genitori e i vostri educatori, quanti vi vogliono bene.

La scuola è tale nella misura in cui insegna a vivere e questo vale anche per la famiglia.

S. Agostino soleva dire: “mia madre mi ha generato tante volte quante mi sono allontanato dalla retta via”.

L’educazione, quindi, è come una seconda nascita.

Ecco perché Eric Fromm afferma: “Il principale compito che un uomo ha nella vita è dare alla luce se stesso”

Coraggio, dunque!

C’è tanto da fare per dare il nostro contributo alla crescita della società e diffondere il nostro profumo e le nostre idee per la cultura della vita e l’affermazione del valore della persona e di tutto ciò che ne promuove la dignità e l’unicità.

Il futuro, ragazzi, è nelle vostre mani e va costruito giorno dopo giorno, con costanza e perseveranza, passo dopo passo, momento per momento, con generosità ed entusiasmo.

La vita è fatta di cadute e di riprese,di naufragi e di speranze,di fallimenti e di successi. Se sbagliamo non significa che non c’è più niente da fare e che tutto è perduto.

Dobbiamo rialzarci e riprendere il cammino con serenità e fiducia.

Vedi “Allegria di naufragi” di Ungaretti:

E subito riprende
il viaggio
come
dopo il naufragio
un superstite
lupo di mare

Chi riprende il viaggio?

Il poeta, l’uomo in generale ,ciascuno di noi.

Non bisogna, quindi, sentirsi sconfitti e arrendersi, ma è necessario provare e riprovare fino a quando ce la facciamo.

Non c’è niente di impossibile.

Bisogna avere pazienza e aspettare il momento opportuno, propizio.

Confidate sempre nel Signore e affidate a Lui ogni cosa perché è Lui che ci ha creato, ci conosce e ci ama di un amore incondizionato ed eterno.

Auguri a tutti, e… in bocca al lupooo!

Orazio Sansone

In foto il Prof. Orazio Sansone
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