Espropriazioni, l’attuale stato dell’arte a Catania

Sabato mattina a confronto oltre 400 ingegneri, geometri, architetti, agronomi, avvocati e magistrati. Espropriazione per pubblica utilità: «più oggettività e trasparenza applicando gli standard internazionali»  A Catania oltre il 95% delle opposizioni alla stima si conclude a favore del cittadino privato

Catania, 26 ottobre 2015 – Espropriazione per pubblica utilità: per la prima volta a Catania oltre 400 ingegneri, geometri, architetti, agronomi, avvocati e magistrati si sono riuniti sabato mattina in un seminario di studi, per discutere insieme le problematiche di un tema complesso che riguarda, non solo le competenze dei professionisti, ma soprattutto gli interessi dei cittadini. Come si può agire per ridurre le controversie legali con la pubblica amministrazione? Come stabilire il valore più adeguato dell’indennità che spetta al cittadino proprietario? Qual è il giusto modo per valutare l’edificabilità o meno di una zona? «L’esigenza maggiore è quella di abbandonare, nella valutazione della stima, l’approccio empirico e discrezionale a favore di quello tecnico-scientifico, consentendo così una valutazione più oggettiva dell’esproprio» ha affermato il presidente degli Ingegneri di Catania Santi Maria Cascone, il cui Ordine provinciale è co-organizzatore dell’iniziativa promossa dal Collegio etneo dei Geometri, dall’Ordine degli Avvocati e dalla Scuola Superiore della Magistratura, in collaborazione con ConsulenzaEspropri.it. «L’obiettivo – ha aggiunto il presidente dei Geometri Paolo Nicolosi – è analizzare lo stato dell’arte dell’attività espropriativa nella nostra provincia, chiamando in causa tutte le varie parti professionali interessate. L’auspicio è poter dare un input di risonanza nazionale che sproni una maggiore concordanza  a livello normativo».

La situazione attuale nel territorio catanese in merito alle espropriazioni è stata ben delineata negli interventi dei relatori, tra cui il magistrato della Corte d’Appello Domenica Motta: «I giudizi di opposizione alla stima sono in numero inferiore, non solo perché si effettuano meno espropriazioni ma perché la pubblica amministrazione esercita una attività sempre più regolare, vale a dire che nascono sempre meno espropri illegittimi. In merito ai contenziosi – ha continuato il magistrato – la maggior parte è relativa alla determinazione dell’indennità, ma qui possiamo affermare che oltre il 95% dei giudizi si conclude positivamente per il privato».
Il professore ordinario di Estimo Marco Simonotti ha invece sottolineato la scarsa applicazione nel territorio di Catania, e in generale in tutta Italia, degli standard internazionali di valutazione (IVS): «Esiste ancora una resistenza culturale, eppure gli standard garantiscono nelle stime maggiore giustizia economica e valutativa. Sono regole comuni su base scientifica, i cui risultati e le verifiche sono oggettivi e trasparenti. Occorre una forte sensibilizzazione dei tecnici in questa direzione, auspicando l’obbligatorietà normativa in toto, non solo in alcuni settori specifici della materia come avviene al momento».

Al tavolo dei relatori – moderati dal direttore scientifico di ConsulenzaEspropri.it Vittorio Bensi – presenti anche: il dirigente tecnico del Comune di Giarre Venerando Russo, che ha trattato il tema del rapporto tra urbanistica ed espropriazioni; il presidente della sez. II del Tar del Piemonte Vincenzo Salamone; e l’avvocato Nicolò D’Alessandro. In rappresentanza della Scuola di Magistratura è intervenuta Lucia De Bernardin, mentre per l’Ordine Avvocati il consigliere Orazio Torrisi. Hanno preso la parola anche il presidente dell’Ordine Architetti Giuseppe Scannella – che ha sottolineato la necessità di una legge unica per il governo del territorio – e quello degli Agronomi Corrado Vigo.

Print Friendly, PDF & Email