Europa. Ministro finanze tedesco alla commissione ECON: “Solidarietà non dovrebbe rimpiazzare indispensabili decisioni nazionali”

La commissione affari economici e monetari del Parlamento ha ospitato il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble e il suo omologo italiano Pier Carlo Padoan in un dibattito apposito sulla revisione del quadro di governance economica.

Schäuble, interrogato martedì mattina dai membri della commissione affari economici e monetari riguardo la sua posizione sulla maggiore flessibilità e sulla condivisione del rischio all’interno del patto di stabilità e crescita, ha dichiarato che il suo paese vuole giocare secondo le regole, che non c’è la necessità di cambiare la legislazione europea e che la solidarietà dell’UE non dovrebbe sostituire le importanti decisioni nei paesi che stanno attraversando difficoltà economiche.
“Nell’incontro di ieri in ECOFIN, il commissario Dombrovskis ha affermato che la ‘condivisione del rischio’ e la ‘condivisione di sovranità’ sono due concetti legati tra loro. Condividere i rischi richiederebbe delle modifiche al trattato e al diritto comunitario primario (…) Vedo una crescente richiesta da parte degli Stati membri di aderire al quadro giuridico attualmente in vigore. Cambiare il regolamento richiederebbe un enorme sforzo per coinvolgere le persone in Germania, e anche negli altri Stati membri”, ha proseguito Schäuble, aggiungendo che non considera la flessibilità in quanto tale una cosa negativa, “ma solo se danneggia la fiducia e se implica che le norme concordate non vengano rispettate”.
No allo scaricabarile
Schäuble ha aggiunto che la Germania è obbligata a rispettare il diritto primario “come è scritto nella nostra Costituzione”. Il ministro ha definito l’attuale quadro intergovernativo di governance economica “una soluzione di ripiego”. “So che le istituzioni europee non sono soddisfatte di ciò, ma dobbiamo convivere con questo”. Schäuble ha riconosciuto la necessità di maggiore solidarietà nella zona euro e ha messo in guardia dallo “scaricabarile” nei confronti dei cattivi attori in gioco, aggiungendo inoltre che nei paesi in difficoltà nei mercati finanziari “dobbiamo affrontare le cause di questi problemi. La solidarietà non può rimpiazzare le indispensabili decisioni degli Stati membri”, ha sottolineato.
Lezioni italiane dal passato
Il ministro delle finanze italiano nonché presidente uscente dell’ECOFIN Pier Carlo Padoan ha tratto alcune lezioni dal passato. “In primo luogo, per aumentare il proprio impatto, un’efficace governance economica richiede la giusta combinazione di politiche. Nonostante molto sia stato fatto grazie a una migliore coordinazione dei programmi di bilancio nazionali, c’è ancora molto da fare”, ha detto Padoan. Ha poi aggiunto che gli effetti di ricaduta di politica economica di uno stato membro su un altro – positivi e negativi – hanno bisogno di un esame più attento, che i tempi delle riforme hanno bisogno di più attenzione, che le politiche nazionali ed europee necessitano di un miglior coordinamento e che la responsabilità nazionale dei programmi di riforma deve essere rafforzata “in modo da iniettare fiducia all’economia”.
Deficit italiano ora al di sotto del 3%
Riguardo la flessibilità, Padoan ha affermato che “gli strumenti politici devono essere meglio integrati. Le riforme strutturali possono avere un impatto diverso, a seconda di come si evolve il contesto macroeconomico”. Si è poi opposto alle critiche mosse  contro le misure intraprese dall’Italia per portare il proprio deficit ad una dimensione accettabile: “Ci siamo spostati dalla parte correttiva a quella preventiva. Il nostro deficit è adesso sotto il 3%. E il debito è stato affrontato con una sana politica fiscale e con riforme strutturali”.
Le richieste della BCE in Grecia sono legittime
Schäuble non è d’accordo con le critiche della GUE secondo le quali la Banca centrale europea sta oltrepassando il proprio mandato insistendo sul programma di riforme in Grecia: “Le richieste fatte alla Grecia sono in linea con il mandato della BCE. Sono pienamente legittime. Il popolo greco sta soffrendo maggiormente rispetto ai popoli di altri paesi europei. E non a causa delle richieste di Bruxelles o della BCE, ma del fallimento dell’élite politica greca negli ultimi decenni”. A sostegno del programma di supporto europeo per la Grecia, ha illustrato i dati riguardanti la crescita superiore alla media e quelli sulla riduzione del debito.

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