Expo 2015, consorzio Chiaramonte e eccellenze enogastronomiche iblee protagonisti nella settimana del barocco al cluster Biomediterraneo

In foto i docenti dell’Istituto alberghiero ‘Principi Grimaldi’ – sez. di Chiaramonte Gulfi e i vincitori del II Concorso regionale gastronomico ‘Terra Matta’ Riccardo Romano e Giovanni La Terra Pirrè

Grazie al fondamentale contributo della Provincia Regionale di Ragusa, co-finanziatrice dell’evento, e del Gal NatIblei, che ha coordinato la settimana del Barocco, il cluster BioMediterraneno di Expo ha ospitato, tra il 15 e il 19 giugno, i rappresentanti del Consorzio Chiaramonte – Promozione e Sviluppo Territoriale.

Milano, 24 giugno 2015 – Il presidente del Consorzio Chiaramonte Mario Molè, i produttori locali e i professori Mario Cutello e Giovanni Brullo, docenti della locale sezione dell’Istituto alberghiero ‘Principi Grimaldi’, hanno avuto il merito di presentare al pubblico presente, in occasione di Expo, i prodotti di eccellenza dell’enogastronomia chiaramontana – il pluripremiato olio Dop, la carne di maiale, il vino e le conserve del territorio – che in alcuni momenti sono stati i protagonisti assoluti del cluster.
I due giovani studenti, Riccardo Romano e Giovanni La Terra Pirrè, vincitori della II edizione del Concorso regionale gastronomico ‘Terra Matta’ promosso dal Consorzio Chiaramonte, hanno partecipato a un cooking show nel corso del quale è stata riproposta la ricetta dei ‘Cappelli montanari’, piatto che ha permesso di esaltare alcune eccellenze gastronomiche dell’area iblea, come la salsiccia di Chiaramonte, la cipolla di Giarratana e la farina di Monterosso Almo. Alcuni giornalisti della stampa specializzata, chiamati a giudicare il piatto, si sono espressi unanimemente riconoscendo la qualità del prodotto, la bontà della pietanza e l’originalità e tipicità degli ingredienti utilizzati.
Romano e La Terra Pirrè sono stati anche protagonisti di un altro originalissimo cooking show insieme al cuoco di origini tunisine Anis Ammar, del ristorante ‘Jep Bistrot’ di Milano in cui si è dato spazio alla preparazione della colazione mediterranea, nella doppia versione siciliana e tunisina: nel primo caso, realizzata con granita e pane; nel secondo, preparando una bevanda energizzante a base di cereali che, per le sue peculiari caratteristiche ipercaloriche, è utilizzata in modo particolare durante il Ramadan.
La partecipazione del Consorzio Chiaramonte all’Expo ha anche dato la possibilità a tutti i produttori associati di far conoscere l’olio, il vino e le conserve del piccolo centro montano, che si caratterizza, tra le altre cose, anche per la presenza di particolari strutture manufatte, le cosiddette neviere (nivère, secondo il dialetto locale) in uso fino a non più di sessant’anni fa allo scopo di conservare la neve caduta sull’altipiano sovrastante, trasformandola in ghiaccio per le esigenze dei mesi più caldi. Scavando in profondità il terreno, si ricavavano dei depositi all’interno dei quali la neve si trasformava in ghiaccio che veniva utilizzato in primavera e in estate per uso terapeutico e per la conservazione degli alimenti. Inoltre, la disponibilità di ghiaccio durante tutto l’anno, ha fatto sì che nel territorio di Chiaramonte Gulfi si sviluppasse la tradizione legata alla produzione di gelati e sorbetti, antesignani delle odierne granite. Essi potevano essere realizzati in due modi. Nel primo caso, si ricavavano delle scaglie di ghiaccio dai singoli blocchi, da irrorare con succo di limone. Nel secondo caso, un contenitore riempito con una miscela di acqua, zucchero e succo di limone era immerso in una vasca più grande riempita di ghiaccio. La miscela veniva mescolata lentamente per circa mezzora fino al raggiungimento di una cremosità simile a quella delle granite siciliane di oggi. Quest’ultima preparazione, che è stata riproposta dagli chef e dagli studenti dell’Istituto alberghiero ‘Principi Grimaldi’ presenti all’Expo, nei secoli passati affascinava i visitatori ospitati presso le case dell’aristocrazia e dell’alta borghesia chiaramontana. Nelle scorse settimane, sono stati i visitatori dell’Expo a rimanere affascinati davanti a tale preparazione che, in modo del tutto artigianale e senza l’aiuto di tecnologie, ha condotto alla realizzazione di un gustoso e tradizionale gelato.

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