Furti zona industriale Ragusa, solidarietà dell’Associazione Ragusana Antiracket e Antiusura

Ragusa, 13 ottobre 2014 – Il comitato direttivo dell’Associazione Ragusana Antiracket e Antiusura esprime la propria solidarietà alle aziende del Parco Commerciale Isole Iblee e le altre imprese, operanti nella zona industriale di Ragusa, che nei giorni scorsi, sono stati presi di mira da una banda di malviventi.

“I fatti incresciosi verificatisi all’interno della zona industriale – afferma il direttivo dell’Associazione – riaccendono i riflettori sulla necessità di attivare quanto prima il servizio di videosorveglianza, finanziato con i fondi del patto territoriale provinciale e già presente in questa area, ma che ad oggi non risulta funzionante”.

Il direttivo evidenzia, infatti, come nel 2007 la Provincia Regionale di Ragusa stipulò, con la società di servizi di telefonia Fastweb, un contratto per la telegestione, a cui seguì nel 2011 il collaudo del sistema e la consegna del servizio all’ASI che avrebbe dovuto procedere all’ attivazione .

Attivazione che però non fu effettuata e che spinse le aziende più volte a sollecitare gli enti competenti senza mai riuscire ad ottenere risultati concreti.

Nel novembre 2013 uno spiraglio di luce arriva grazie alla firma, in Prefettura, di un nuovo verbale di consegna del servizio all’IRSAP, ex ASI, con l’impegno che da lì a breve il tutto si sarebbe risolto. Intanto la Provincia Regionale di Ragusa, nel dicembre 2013, per ottemperare al contratto con la Fastweb versa alla società una somma pari a 37.000,00 euro.

“Oggi apprendiamo dalla stampa – continua il direttivo – che l’IRSAP farà in modo che il servizio di videosorveglianza, entro la fine del 2014, sia finalmente funzionante. Auspichiamo che finalmente si giunga ad una concreta soluzione considerato che ad oggi ci troviamo di fronte ad un servizio mai erogato però retribuito, a delle aziende che hanno subito gravissimi danni, a dei malviventi che sono liberi di agire sul nostro territorio tranquillamente e muniti, soprattutto dopo il furto alla ditta Medilam, di moderne attrezzature che potrebbero agevolare le loro azioni criminose.”

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