Giornata Mondiale contro l’AIDS, a Ragusa l’importanza della prevenzione spiegata dai ragazzi

Sensibilizzare ma soprattutto informare per prevenire. Questi i concetti chiave attorno cui ha ruotato l’iniziativa, organizzata, ieri pomeriggio,  in occasione della Giornata Mondiale contro l’A.I.D.S,  dall’U.O.C. di Malattie Infettive dell’Ospedale Civile di Ragusa – Asp 7 in collaborazione con il Centro Commerciale Le Masserie e gli Istituti d’Istruzione Secondaria ITC Fabio Besta, indirizzo Sistemi informativi Aziendali e l’Istituto G. Ferraris di Ragusa – Liceo Artistico ad indirizzo grafico.

In realtà – spiega il dott. Francesco Gebbia, infettivologo – con questa iniziativa ci siamo posti l’obiettivo di risensibilizzare i cittadini, e soprattutto i giovani, alle problematiche legate alla diffusione del virus dell’HIV nonché alla necessità di attuare pratiche di prevenzione. Purtroppo negli ultimi anni i mass media hanno notevolmente abbassato la loro attenzione su questa tematica, per cui si ha l’impressione che sia la condizione di infezione che della malattia stessa siano sotto controllo da parte della sanità. Alla luce dei riscontri epidemiologici si evidenzia invece una recrudescenza di tali condizioni patologiche legate soprattutto ai flussi migratori sia comunitari che extracomunitari. Da qui nasce quindi l’esigenza di sensibilizzare le giovani popolazioni alla problematica e renderli partecipi di un processo informativo che li veda protagonisti e non semplici spettatori. Ecco perché quest’anno abbiamo coinvolto nell’iniziativa un gruppo di studenti che devo dire hanno fatto un ottimo lavoro. A loro, al corpo insegnanti e ai dirigenti un grazie di cuore per aver sposato questa iniziativa che spero possa essere un primo tassello verso la costruzione di qualcosa di più grande”.

I lavori degli studenti sono stati esposti in uno spazio che la direzione del centro commerciale ha messo a disposizione per l’occasione; nello specifico gli studenti del liceo artistico hanno esposto alcuni pannelli informativi sul tema dell’HIV e sull’ importanza della prevenzione mentre i ragazzi dell’Istituto Fabio Besta hanno realizzato un documentario.

“E’ stata un’esperienza importante per noi – dicono Simone, Maria Antonietta e Massimiliano – soprattutto perché abbiamo compreso come a volte alcuni nostri atteggiamenti, dettati dalla spensieratezza e incoscienza della nostra età, possano portarci a conseguenze negative per il nostro futuro. Oggi sappiamo molto di più su questo virus del quale non si sente parlare spesso ma che è sempre presente. Siamo inoltre consapevoli dell’importanza che ha la prevenzione e il messaggio che vogliamo lanciare soprattutto ai nostri coetanei è quello di fare molta attenzione al proprio stile di vita e vedere la prevenzione come forma di tutela della nostra vita e di coloro che amiamo e non come qualcosa da rifuggire. Sarebbe inoltre opportuno che anche i giornali e le televisioni tornassero a parlare di questo problema anziché tacerlo. Se da un lato è vero che il cancro è il male del secolo, dall’altro è anche vero che il virus dell’HIV non è superato e bisogna informare e sensibilizzare con più accuratezza la popolazione”.

Don Giorgio Occhipinti, direttore dell’Ufficio per la pastorale della salute della Diocesi di Ragusa ha poi evidenziato come a volte la scarsa conoscenza di determinate patologie possa ingenerare atteggiamenti sbagliati nelle persone: “Il non sapere, il non essere informati è spesso anche causa di un fenomeno anche più brutto di questa malattia: l’emarginazione. La non conoscenza genera paura nelle persone e così appena si apprende che un amico, un parente o un conoscente ha contratto questo virus, ancora oggi, in molti tendono ad emarginarlo anziché supportarlo e aiutarlo spiritualmente. Ecco perché è necessario informarsi e soprattutto avere sete di conoscenza. Se da un lato i media devono contribuire in questo dall’altro noi dobbiamo superare le barriere dell’indifferenza”.

Presente all’iniziativa anche Gloria Gramaglia, referente per la Sicilia, dell’Associazione Libellula che si occupa delle problematiche sociali legate al transessualismo ed al transgenderismo:”Ci rendiamo sempre più conto che negli ultimi anni, relativamente a questa problematica, si è abbassata un po’ la guardia. A questo si aggiunga lo stile di vita dei giovani di oggi che è notevolmente cambiato e crea condizioni di rischio maggiore. Crediamo, ed è quello che facciamo giornalmente con la nostra associazione, che sia importante riportare queste tematiche anche nelle scuole. Bisogna ricominciare a parlare con i ragazzi. Non è sempre facile soprattutto per la diversità di linguaggio tra noi adulti e loro. Diventa quindi importante, da parte nostra, capire che il primo passo da fare è mettersi alla pari con loro, entrare nel loro sistema. Una volta riusciti in questo far capire loro l’importanza di amare se stessi”.

Coinvolto nella manifestazione anche il mondo dello sport ragusano. È stato infatti conferito ad alcuni ragazzi, provenienti da diverse discipline sportive e che si sono distinti sia sotto il profilo della conoscenza che della sensibilità verso questa tematica, il titolo di Ambasciatore della lotta contro l’AIDS nello sport.

Di seguito alcune immagini della manifestazione

Print Friendly, PDF & Email