Indagine Coldiretti/IXE’ sul piano di governo degli italiani

L.STABILITA’: PER LA PRIMA VOLTA OTTIMISTI SORPASSANO PESSIMISTI

Con effetto Renzi + 11% italiani fiduciosi, priorita’ taglio tasse, ma garantire servizi
Per la prima volta dal 2007 gli ottimisti sul superamento della crisi sorpassano i pessimisti con ben quattro italiani su dieci che vedono in un futuro il miglioramento della situazione economica italiana, con un aumento dell’11 per cento nel 2014 rispetto allo scorso anno. E’ quanto emerge  dall’Indagine Coldiretti/Ixe’ su “Il piano di governo degli italiani” ad ottobre, presentata al Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione di Cernobbio, organizzato da Coldiretti in collaborazione con lo Studio Ambrosetti, all’indomani del varo della manovra da parte del Governo. L’effetto Renzi in un solo anno si è fatto sentire anche sui pessimisti che però resistono e – precisano Coldiretti/Ixe’ – scendono solo di quattro punti percentuali, al 32 per cento, mentre i fatalisti che non credono in alcun cambiamento calano di sette punti percentuali fino al 28 per cento. Il Governo attuale – rilevano Coldiretti/ixe’ – riscuote la fiducia del 49 per cento degli italiani e si colloca al terzo posto dopo il Papa (78 per cento) e le forze dell’ordine (72 per cento), ma supera il presidente della Repubblica (38 per cento) e i sindacati (20 per cento) L’elevata tassazione è considerata dal 41 per cento degli italiani il principale elemento frenante delle possibilità di ripresa del Paese, ma il piano di Governo degli italiani che emerge dall’indagine Coldiretti/Ixe’ indica anche la necessità di intervenire sull’area dell’illegalità, dalla corruzione (38 per cento) all’evasione fiscale (35 per cento), ma anche sul peso della burocrazia (27 per cento). Un interesse minore sembrano raccogliere la rigidità del mondo del lavoro (20 per cento), l’elevata spesa pubblica (19 per cento) e il funzionamento della giustizia (11 per cento). Va però sottolineato che quasi due italiani su tre (63 per cento) sono contrari alla diminuzione delle tasse in cambio di una riduzione dei servizi sociali e sanitari. “C’è oggi un segnale forte di fiducia che deve essere colto per aggredire senza indugio ritardi storici che impediscono all’Italia di svolgere il ruolo che gli spetta nella comunità internazionale”, ha dichiarato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “ci sono il consenso e le energie per percorrere con successo un percorso di riforme necessario per tornare a crescere.”

L.STABILITA’: COLDIRETTI/IXE’ 1 ITALIANO SU 4 NON SA COS’E’ IL PIL

Stop all’import da Cina e India e puntare su Made in Italy, la ricetta per crescere
Quasi un italiano su quattro (24 per cento) non sa cosa sia il Prodotto Interno Lordo nonostante risulti essere la parola che viene piu’ spesso abbinata alla situazione di crisi del Paese. E’ quanto emerge  dall’Indagine Coldiretti/Ixe’ su “Il piano di governo degli italiani” ad ottobre, presentata al Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione di Cernobbio, organizzato da Coldiretti in collaborazione con lo Studio Ambrosetti, all’indomani del varo della manovra da parte del Governo.  Si tratta della dimostrazione delle distanza che occorre colmare per rendere la politica piu’ vicina alle esigenze delle persone con un linguaggio che intercetti meglio la vita quotidiana delle persone. Va infatti sottolineato che tra gli informati sul Pil il 40 per cento non lo ritiene comunque un indicatore corretto della situazione economica del Paese. Piu’ nette sono invece le indicazioni che emergono dagli italiani in merito alle strategie da adottare per combattere la concorrenza dei Paesi emergenti e garantire redditi e lavoro in Italia. Il 38 per cento degli italiani ritiene che occorra specializzarsi solo in prodotti tipici del Made in Italy non imitabili, il 35 per cento ritiene che debbano essere frenate le importazioni da Paesi come Cina e India e solo il 24 per cento suggerisce di abbassare il costo del lavoro. Le piccole medie imprese italiane con il 47 per cento (+8 per cento) sono identificate come quelle che offrono maggiori garanzie di sviluppo per il Paese mentre le recenti vicende hanno mantenuto bassa la fiducia verso i grandi gruppi pubblici (14 per cento) o privati (20 per cento) e fatto crollare al 13 per cento quella verso le cooperative (-11 per cento). “Il fatto che in testa alle strategie di rilancio indicate dai cittadini ci sia la specializzazione in prodotti esclusivamente made in Italy conferma che l’Italia, per crescere deve puntare su quegli asset di distintività nazionale che garantiscono un valore aggiunto nella competizione globale come il territorio, il turismo, la cultura, l’arte, il cibo  e la cucina”, ha dichiarato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.

L.STABILITA’: COLDIRETTI/IXE’, DA UE PER ITALIA PIU’ SVANTAGGI CHE VANTAGGI

Con la crisi gli italiani che si sono convinti che l’Unione Europea abbia portato più  svantaggi sono di piu’ di quelli che pensano che dall’adesione siano derivati piu’ vantaggi. E’ quanto emerge  dall’Indagine Coldiretti/Ixe’ su “Il piano di governo degli italiani” ad ottobre, presentata al Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione di Cernobbio, organizzato da Coldiretti in collaborazione con lo Studio Ambrosetti. Nello specifico, il 39 per cento degli italiani – spiegano  Coldiretti/Ixe’ – ritiene che il Paese abbia tratto piu’ svantaggi contro il 30 per cento di quelli che ritengono siano stati superiori i vantaggi, mentre il 22 per cento pensa che ne siano derivati vantaggi e svantaggi in egual misura e il 7 né l’uno né l’altro. Un atteggiamento che secondo Coldiretti/Ixe’ è maturato a seguito di molte scelte discutibili adottate dall’Unione che sono state spesso viste in contraddizione con l’interesse dei cittadini e a favore delle lobby di potere economico. Anche per questo ben il 69 per cento degli italiani ritiene che il legame con gli Stati Membri dell’Unione dovrebbe essere regolato da parametri meno rigidi mentre una minoranza del 22 per cento ritiene che i parametri siano giusti e che l’Italia sia invece indisciplinata, secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’. “Per troppi anni le imprese sono state ostaggio dei tecnocrati piu’ realisti del Re nel difendere gli interessi dei poteri forti e ciò ha portato a consentire, specie nel caso dell’alimentare, trucchi ed inganni a danno di Paesi come l’Italia che possono contare su primati qualitativi e di sicurezza del cibo”, ha dichiarato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “serve oggi un’Europa da restituire ai popoli, un’Europa che non parla il linguaggio delle tecnocrazie che vi si sono insediate e delle perversioni burocratiche a cui hanno dato vita”.

CRISI: 42% FAMIGLIE COPRE APPENA SPESE, 14% NON RIESCE A PAGARLE

Viaggi, vestiti e dentista le principali spese tagliate
Se il 39 per cento degli italiani vive senza affanni, quasi la metà (42 per cento) riesce a pagare appena le spese senza permettersi ulteriori lussi, mentre oltre 3 milioni di famiglie (14 per cento) non hanno oggi reddito a sufficienza neanche per l’indispensabile a vivere. E’ quanto emerge  dall’Indagine Coldiretti/Ixe’ su “Il piano di governo degli italiani” ad ottobre presentata al Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione di Cernobbio, organizzato da Coldiretti in collaborazione con lo Studio Ambrosetti. In questa situazione la famiglia – continua Coldiretti – è la principale fonte di welfare. Il 53 per cento degli italiani è stato costretto infatti a chiedere aiuto economico per arrivare alla fine del mese. Di questi, il 22 per cento si è rivolto a parenti, il 20 per cento ad amici, il 13 per cento ai genitori e il 9 per cento ai figli. Solo il 9 per cento è andato da finanziarie o banche. Piu’ della metà degli italiani (56 per cento) ha ridotto la spesa o rimandato l’acquisto di capi d’abbigliamento riciclando dall’armadio per l’autunno gli abiti smessi nel cambio stagione, ma la stessa percentuale ha anche detto addio a viaggi e vacanze mentre il 47 per cento a dovuto rinunciare ad affrontare addirittura le spese dentistiche. A seguire nella classifica delle rinunce si collocano – sottolinea la Coldiretti – la frequentazione di bar, discoteche o ristoranti nel tempo libero, dei quali ha fatto a meno ben il 47 per cento. Il 41 per cento degli italiani ha rinunciato all’auto o alla moto e il 40 per cento agli arredamenti. Pesa l’addio alle attività culturali del 37 per cento degli italiani in un Paese che deve trovare via alternative per uscire dalla crisi, ma anche quello ai generi alimentari (29 per cento) che è quello che fa registrare quest’anno l’aumento maggiore (+16 per cento) Gli italiani nei primi anni della crisi – sottolineano Coldiretti/Ixe’ – hanno rinunciato soprattutto ad acquistare beni non essenziali, ma poi hanno iniziato a tagliare anche sul cibo riducendo al minimo gli sprechi e orientandosi verso prodotti low cost. “Tagliare quantità e qualità degli alimenti ha portato le famiglie a privilegiare nell’acquisto prodotti offerti spesso a prezzi troppo bassi per essere sinceri, che rischiano di avere un impatto sulla salute”, ha sottolineato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “in un momento difficile per l’economia dobbiamo portare sul mercato  il valore aggiunto della trasparenza con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine degli alimenti e lo stop al segreto sui flussi commerciali con l’indicazione delle aziende che importano materie prime dall’estero”.

IL TAGLIO DEGLI ACQUISTI PER PRODOTTO
ottobre 2014 in %
·         Abbigliamento:           56
·         Viaggi o vacanze:        56
·         Spese dentistiche:      48
·         Tempo libero: 47
·         Auto/moto:     41
·         Arredamento/mobili:  40
·         Beni tecnologici:         39
·         Ristrutturazioni della casa:      38
·         Attività culturali:          37
·         Attività sportive e cura corpo: 36
·         Generi alimentari:       29
·         Spese per i figli:          16

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