ISIS. Esposito (Copasir): “Web usato per reclutare bambini alla Jihad”

Vicepresidente Copasir a La Stampa Tv: “Loro obiettivo è propaganda del terrore”

ROMA – “L’ultimo fronte della propaganda islamista riguarda i ragazzi e i bambini. È un salto di qualità con il quale l’Isis sta facendo opera di proselitismo non solo sul loro territorio, ma utilizzando i social network e filmati violenti che trasformano morti e uccisioni in una sorta di videogioco. I giovani sono più facilmente influenzabili da questi messaggi virali e tra dieci anni, se non riusciremo a fermare questa propaganda della violenza, saranno dei perfetti terroristi. Dobbiamo attrezzarci anche modificando le convenzioni internazionali a tutela dei fanciulli, ad oggi non vi è nessuna legge internazionale che punisca chi recluta i minori per fini terroristici, così come nessuno ha ancora emesso un mandato di cattura internazionale nei confronti di Al Baghdadi. L’Isis ha cominciato la sua azione assoldando 400 ingegneri informatici per organizzare una campagna di comunicazione e utilizzare un fuoco mediatico contro l’Occidente. Il loro obiettivo primario, al momento, è quello di incutere terrore.  Anche quei politici che alimentano paure nei nostri cittadini fanno involontariamente buon gioco agli obiettivi dell’Isis.
La Polizia postale e i nostri servizi di sicurezza stanno monitorando diversi snodi cruciali sul deep web dove l’Isis abilmente riesce ad agire. Per impedire la diffusione di questi messaggi possiamo reclutare anche hacker patriottici per aiutare il Paese contro questa strategia del terrore”. Lo ha raccontato il vicepresidente del Copasir, Giuseppe Esposito, senatore di Area Popolare (Ncd – Udc) in una videointervista rilasciata a La Stampa Tv.

Print Friendly, PDF & Email