La F.A.B.I. il giorno dopo la celebrazione del centoventesimo Consiglio Nazionale.

gianni di gennaro

Roma, 22 novembre 2014 – Si è concluso alle 13,00 del 20 novembre il centoventesino Consiglio Nazionale della F.A.B.I. Sindacato che rappresenta un terzo dei lavoratori del settore bancario in Italia. Oltre 1.600 delegati provenienti da tutto il Paese, hanno rappresentato gli iscritti di tutte le regioni e province. La Fabi infatti, e` presente in tutte le province d’Italia, per rappresentare gli uomini e le donne che lavorano nel settore del credito, e non solo. Un Consiglio denso di contenuti, carico di idee e partecipato. Un Consiglio che, ancora una volta, ha posto al centro dell’attenzione dei partecipanti, un argomento di scottante attualita`: la sopravvivenza della categoria, alla luce della crisi incombente e la priorita` del momento, il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. Cosi` come accade sempre, in queste occasioni, le presenze degli ospiti piu` rappresentativi del settore: dal Presidente dell’Abi ai responsabili delle risorse umane di tutte le banche d’Italia; dai giornalisti delle testate piu` prestigiose, ai legali che trattano argomenti riguardanti il mondo del lavoro. Protagonista indiscusso della “tre giorni”, il Segretario Generale dell’Organizzazione, Lando Maria Sileoni. Nella relazione, illustrata brillantemente, in nome e per conto della Segretria Nazionale, dal Segretario Generale Aggiunto, Mauro Bossola, sono emerse tutte le criticita` del momento e le possibili soluzioni, per affrontare gli argomenti, dibatterli e risolverli.
Ma lo scoglio da superare, e` sempre lo stesso, quello dietro cui si nasconde un’Abi che mostra segnali di apertura, a parole, ma diventa ostile e irremovibile, nei fatti. Lo ha detto chiaramente Alessandro Profumo, nel suo velato, ma non tanto: o si fa come diciamo noi, o non si fa nulla.
La replica di Sileoni e` stata immediata e chiara.
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Mai come in questa tornata, Sileoni aveva manifestato tutta la sua rabbia nei confronti di quanti, e sono tanti, continuano a chiedere tagli e sacrifici al personale, a fronte di compensi milionari elargiti a manager che non producono utili, ma perdite.
Nella replica finale, in presenza di tutti i delegati, in un ambiente con una “cornice” fatta da un silenzio “assordante”, spezzato solo da numerosissimi scroscianti applausi, ha “gridato” la sua voglia di andare avanti senza esitazione, invitando i presenti, ad informare la base di quanto si sta verificando e prepararla a rendersi disponibile a scendere in campo, per contrastare, con i mezzi a disposizione del sindacato, l’ottusa e irresponsabile ostinazione di banchieri e Abi.
Fin qui uno sterile resoconto di quanto accaduto, ma resta un problema da risolvere, un problema che auspichiamo, sia solo il frutto di un “caso”, di un momentaneo cattivo funzionamento della rete Internet.
Mi riferisco al Social-Network, Facebook, che stamani, non consente a nessuno, di aprire una intervista di Sileoni, rilasciata a Rai 2. Un caso? Una coincidenza? Non ci e` dato di sapere. Una cosa e` certa, se la contrapposizione sindacale, nei confronti di una Organizzazione e del suo leader, si pone in atto con i metodi della civile democrazia, nulla da ridire, se invece, si utilizzano metodi “diversi”, mi assale e ci assale la preoccupazione.
Mi auguro, e auguro a tutti, che quanto ipotizzato in questo editoriale, sia solo il frutto di una perversa fantasia dello scrivente.

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