La storia del capretto Sgarbi adottato da un aviatore in pensione: “E’ come un figlio”

“Stava morendo, l’ho portato a casa mia, gli do’ il latte con il biberon. Ormai è di famiglia, morirà di vecchiaia”, dice il suo “papa’” su Radio Cusano Campus

A Viterbo, nel Lazio, c’è una nuova star. Un capretto di due settimane che è stato adottato dal signor Giovanni Rossi, un aviatore in pensione, che lo ha salvato da morte certa e che gli ha dato un nome che sicuramente non passerà inosservato: Sgarbi.

Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio conduttori di ECG Regione, su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano (www.unicusano.it) , hanno contatto il signor Giovanni Rossi e gli hanno chiesto come è nata questa amicizia: “Sgarbi due settimane fa è stato partorito dalla madre, ma la sua mamma lo ha abbandonato. Non si capisce perché, la madre ha partorito due capretti. Uno lo ha accettato, l’altro, Sgarbi, lo cacciava via, lo prendeva per le orecchie e lo buttava via. Abbiamo provato anche ad attaccarglielo al seno ma niente, non ne voleva sapere.  Ho trovato Sgarbi che non si reggeva neanche in piedi, mezzo morto, perché ho portato la potatura delle olive ad un amico che ha le capre. Stava morendo, piano piano con la siringa per le punture ho iniziato a dargli il latte, all’inizio ogni due ore, poi un po’ meno, ora lo prende con il biberon cinque volte al giorno. Perché l’ho chiamato Sgarbi? Beh, lui dice capre a tutti, ora che questo capretto lo tratto praticamente come un umano mi è venuto spontaneo chiamarlo così”.

Il capretto si è molto affezionato al signor Giovanni: “Mi ha preso praticamente come un padre, è per me ormai è quasi come un figlio, gira sempre attorno a me. Di giorno lo porto a passeggio con me in campagna, di notte dorme nell’intercapedine di casa mia. Ormai dorme dalla sera alle nove alla mattina alle sei, un po’ come un umano. Le prime notti, invece, scendevo ogni due ore a dargli da mangiare. Sgarbi a casa mia l’hanno accolto benissimo. Anche il mio cane, Turbo, un trovatello di sette anni, ci ha già fatto amicizia”.

Sgarbi non rischia di finire male: “Assolutamente no, per carità, è di famiglia adesso, ormai mi sono troppo affezionato. Il mio capretto Sgarbi morirà di vecchiaia”.

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