La Traviata di Verdi incanta il pubblico.

Perfezione melodica ed efficacia delle orchestrazioni caratterizzano “ La Traviata” di Giuseppe Verdi, opera che ieri sera a Villa Anna ha goduto di una standing ovation per la sua incantevole messa in scena e la bravura dei suoi esecutori. Il merito va in primis agli esecutori musicali, alias il quartetto d’archi, flauto e pianoforte diretti da Lucia Bonfiglio che ne ha curato magistralmente l’intera regia riuscendo a snellire in quattro scene ridotte ma efficaci i tre lunghi atti verdiani. L’espediente del balletto con le professionali coreografie della scuola di danza di Mila Plavsic ha ulteriormente dato all’opera una freschezza che ne ha ingigantito gli apprezzamenti. Un plauso prima ancora che ai protagonisti sul palco, che andremo a citare di seguito, va all’organizzazione dell’Agimus ed in particolare ai presidenti Marisa Di Natale e Peppe Basile che per Ibla Classica International estate sono riusciti anche quest’anno, insieme al direttore artistico Giovanni Cultrera, a stupire il folto pubblico con i loro spettacoli di qualità, grazie ad ospiti di grande levatura professionale. Sul palco naturale di villa Anna la cui location ben si presta allo scenario Verdiano , il soprano Chiara Notarnicola che nei panni di Violetta ha incantato il pubblico con la sua vivida e dolce voce capace di incarnare sia la personalità della cortigiana che quella della donna innamorata e infine della moribonda. Si dice, infatti, che chi interpreta Violetta deve possedere tre voci, una per ogni atto: virtuosismi e vocalizzi, ( “Amami Alfredo”) drammaticità e infine una voce straziante e commovente sul letto di morte. La Notarnicola ha saputo onorare questo ruolo alla perfezione. E che dire della vocalità dell’amato Alfredo, interpretato dal bravissimo tenore Antonino Interisano? Sicuramente squillante e chiara, con un canto lirico cangiante che ha perfettamente fatto notare il dolore, l’amore, la nostalgia della vicenda amorosa interpretata. Di grande effetto l’aria “De’ miei bollenti spiriti”, in cui Alfredo appare felice e giovanile. Di altrettanto bravura, inoltre, il baritono Salvo Todaro nei panni di Giorgio Germont, padre di Alfredo. Ruolo difficile nella premura e responsabilità della sua paternità e nel suo pentimento finale. Del resto le melodie verdiane toccano sempre il pubblico per la raffigurazione visiva ed uditiva dei sentimenti vissuti dai personaggi ed i loro interpreti ieri sera a Villa Anna hanno onorato il grande maestro, Giuseppe Verdi, che sarà sempre ricordato come un “rivoluzionario” per le sue tecniche di canto. Le emozioni sono state tante anche per che si apprestava per la prima volta ad ascoltare un’opera e fra questi molti giovani presenti che hanno sicuramente “svecchiato” il target del pubblico dell’opera facendo sperare in un futuro operistico ancora più roseo.
Giovannella Galliano

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