L’auditorium del “Caruano” di Vittoria (RG) intitolato ad Agata Azzolina, commerciante vittima delle mafie

Vittoria, 4 giugno 2015 – Questa mattina l’auditorium del II Circolo “Giuseppe Caruano” di Vittoria (RG) è stato intitolato a Agata Azzolina, giovane donna di Niscemi (CL) la cui vita ebbe termine il 23 marzo 1997, dopo che, il 16 ottobre 1996, le erano stati uccisi dalla mafia il marito e il figlio.
All’iniziativa sono intervenuti, tra gli altri, Francesco La Rosa, Sindaco di Niscemi, Giovanni Di Martino, anch’egli Sindaco della stessa città e Assessore all’epoca dei fatti, Eliana Giudice, Presidente dell’Antiracket di Vittoria, Piero Gurrieri, Vicepresidente nazionale di Avviso Pubblico, rappresentanti delle istituzioni e dell’associazionismo.
Durante la cerimonia, introdotta, subito dopo la scopertura della targa, dalla dirigente scolastica Lucia Palummeri, è stata presentata da alcuni studenti dell’Istituto, plesso “Campanella”, la storia di Agata, preceduta dall’esecuzione, da parte del coro, di alcuni brani musicali dedicati a tutte le vittime innocenti delle mafie.
Grande emozione hanno suscitato le parole pronunciate dalla figlia di Agata, Chiara Frazzetto, che ha ricordato, profondamente commossa, gli ultimi giorni di vita della madre, e l’accanimento da parte della criminalità organizzata nei confronti della propria famiglia: “Sono rimasta sola”, ha detto, interrotta più volte dagli applausi di solidarietà dei presenti, “all’inizio non ho compreso la decisione estrema di mia madre, solo quando sono diventata mamma a mia volta ho capito quanto sia difficile per una madre sopravvivere alla morte dei propri cari, soprattutto di un figlio”.
“La scuola è luogo di legalità, e questa giornata è per tutti noi il coronamento di percorsi di legalità di un anno intero, che hanno trovato nei bambini degli straordinari protagonisti”, ha detto Lucia Palummeri, poco prima di cedere la parola a Piero Gurrieri che, rivolgendosi proprio ai ragazzi, li ha esortati ad individuare nella quotidianità il luogo e il tempo in cui sperimentare azioni di legalità: “Non siete chiamati ad essere eroi, ma giovani cittadini, capaci di fare memoria ma soprattutto di dare una scossa al mondo che vi circonda, al mondo di noi adulti”.
“Crea lavoro la mafia, ragazzi ?”, questa la domanda di esordio di Eliana Giudice, che si è soffermata, in particolare, sull’esempio di Agata, imprenditrice che aveva saputo dire di no a quei criminali che, come raccontato dai ragazzi, più volte avevano preteso di comprare, nella sua gioielleria, senza pagare. Un pizzo “camuffato”, riscosso in beni e non in contanti.
Carico di ricordi l’intervento di Giovanni Di Martino, che ha rievocato l’impegno per la legalità dell’allora Sindaco Salvatore Liardo, della sua Giunta, delle istituzioni, in anni difficili per la sua Città, mentre Francesco La Rosa ha sottolineato l’importanza di iniziative come quelle promosse da Avviso Pubblico e Libera, soffermandosi anche sulla sua decisione di continuare a costituirsi parte civile nei processi di mafia”.
Il Concorso “Chiamami ancora Amore. Un altro mondo è possibile”, diretto a coinvolgere gli studenti in un importante progetto di promozione e diffusione della cultura della legalità, continuerà nei prossimi giorni con altre due iniziative, che si terranno all’Istituto “Sacro Cuore” e all’I.C. “San Biagio”, con la intitolazione di spazi scolastici, rispettivamente, a don Pino Puglisi e don Peppe Diana, e alla giovanissima Gelsomina Verde.

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