Lavoro. Cgil, ripresa occupazione precaria, non premia giovani

Scacchetti: “Lavoro stabile va sostenuto con investimenti, non sufficiente decontribuzione”.

Roma, 2 ottobre – “I dati di oggi confermano le difficoltà dettate da una ripresa fragile, congiunturale, fondata su un incremento dell’occupazione che è in grossa parte precaria e che non premia i giovani”. È quanto dichiara la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti in merito ai dati ‘occupati disoccupati’ diffusi dall’Istat.

“La prima scelta che bisognerebbe fare – sottolinea la dirigente sindacale – è aumentare gli investimenti, a partire da quelli pubblici. È l’unica via per generare occupazione giovanile, in particolare nella ricerca, nell’innovazione, nel welfare e nell’ambiente. Gli investimenti – ribadisce – sono la leva per far ripartire la domanda e puntare su una crescita di qualità”.

Per Scacchetti “continuare sulla sola strada della decontribuzione è sbagliato e, come dimostrano i dati, non serve a sostenere i contratti stabili, condizione invece ineludibile specie in una situazione in cui vi sono seri problemi di tenuta degli ammortizzatori sociali in vigore. Permangono strumenti come gli stage e i tirocini che, in assenza di limitazioni, sono utilizzati in alternativa alle forme contrattuali”.

“Da giorni – prosegue la segretaria confederale – assistiamo ad un moltiplicarsi di ipotesi su cui attendiamo venga fatta chiarezza e si riapra il confronto. Tra queste apprezziamo quella di sostenere l’apprendistato come forma prevalente di ingresso nel mercato del lavoro per i giovani. Ma – conclude Sacchetti – sarebbe utile, vista l’esplosione dell’utilizzo dei tempi determinati, prevedere dei vincoli al loro utilizzo”.

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