Lettera al Sindaco: “Acate vista da un bambino”. Di Leandra Gallo.

Redazione Due, Acate (RG) 13 novembre 2015.- Comprendere la realtà che ci circonda è cosa alquanto semplice per un adulto in quanto dotato di spirito critico; ma ci siamo mai chiesti che idea hanno i nostri figli del paese in cui vivono? Forse raramente siamo indotti a chiedere loro cosa pensano a tal proposito poichè, molto spesso, per negligenza, tralasciamo di sapere che i bambini, seppur piccoli, sono dotati di uno spirito critico molto spesso superiore a quello di un comune adulto e lo manifestano, con semplicità e naturalezza, quando meno ce lo aspettiamo. Ho posto una tale semplice premessa per presentarvi il testo, riportato qui di seguito per esteso, redatto da un alunno di terza elementare, conseguentemente ad un compito assegnatogli dall’insegnante. La consegna era la seguente: “Scrivi una lettera di carattere formale e una di carattere informale”.

Svolgimento lettera di carattere formale

Acate,11,novembre, 2015

Gentile signor sindaco,

le scrivo per dirle che dovrebbe cambiare qualcosa ad Acate; in particolare: le villette con la fontana e Piazza Matteotti. Per seguire dovrebbe mettere anche dei segnali stradali migliori e un semaforo ai Quattro Canti. Nello specifico, i segnali devono servire a indicare di non sporcare la strada e di non buttare le carte a terra. I semafori servirebbero a evitare il traffico. Le do tanto tempo per rispondermi.

Buongiorno  S. C. V.

L’elaborato, nella sua semplicità, offre lo spunto per discutere e mettere in evidenza alcuni vecchi problemi che affliggono da tempo la nostra comunità quali appunto, un maggior rispetto per l’ambiente e una migliore gestione del traffico, nei punti nodali della città. Di recente abbiamo assistito ad aspri dibattiti pubblici tra i gruppi politici che amministrano attualmente Acate. Tutti presentano i risultati del proprio “buon operato” ma, non è chiaro perchè, ancora la maggior parte dei cittadini non li veda. In questo contesto non è mio scopo biasimare o muovere critiche nei confronti di alcun gruppo o esponente politico, ritengo soltanto che sia giusto fare un plauso a chi, quotidianamente e con sacrificio, si adopera per il benessere di tutti. Per il resto aggiungo che sia cosa quanto mai angosciante e deludente, sapere che i nostri figli abbiano un’idea così poco rosea del territorio in cui vivono. Tale nota amara, al contempo, rende paradossalmente  anche felice un genitore che vede sviluppare nel proprio piccolo quel senso di coscienza e di dovere civico di cui tutti dovremmo farci portavoce. Lo scopo che mi ha spinto a pubblicare quelle poche e semplici parole non è vana gloria o smania di grandezza ma soltanto sinonimo di impegno quotidiano mirato a realizzare un futuro migliore per tutti.

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