“L’ex convento della Croce di Scicli tornerà ad essere fruibile”

Panvini - Ragusa - Furnari
Da sinistra Panvini, Ragusa e Furnari

Scicli, 23 ottobre 2014 – Si è consumato a Palermo l’atto finale del percorso avviato dall’on. Orazio Ragusa per il recupero e la successiva fruizione dell’ex convento della Croce. Dopo avere recuperato la somma di 100mila euro necessari per garantire il completamento, già avviato, dell’intera opera di ristrutturazione, l’on. Ragusa, assieme all’assessore regionale ai Beni culturali, Giusi Furnari, e alla soprintendente di Ragusa, Rosalba Panvini, ha definito le procedure per la piena utilizzazione del bene monumentale che sorge sulla sommità di una delle colline che sovrastano Scicli. Una intesa tra assessorato regionale, Soprintendenza, Comune e istituto Quintino Cataudella che consentirà di potere finalmente aprire il sito ai turisti. La fruizione si realizzerà attraverso l’utilizzo di personale Asu, messo a disposizione dall’assessorato regionale, con la collaborazione degli studenti. Tra l’altro, ci si sta attivando per fare in modo che l’ex convento possa diventare, avendone tutte le caratteristiche necessarie, un sito per ospitare, con la collaborazione dell’Università di Catania, dei corsi di alta specializzazione per il turismo. “Il percorso che abbiamo dovuto compiere è stato periglioso e irto di ostacoli – commenta l’on. Ragusa – ma alla fine stiamo per arrivare a tagliare il traguardo finale. Voglio ringraziare, in questo frangente, l’assessore Furnari e la soprintendente Panvini per la disponibilità dimostrata. La possibilità di compiere un passaggio simile con il convento della Croce ci garantirà l’opportunità di arricchire ulteriormente il parco del patrimonio architettonico e monumentale di cui già gode la città di Scicli e, più in generale, tutta l’area iblea. Scicli, con l’apertura definitiva dell’ex convento della Croce, avrà l’opportunità di potere contare su un ulteriore punto di riferimento per i turisti che scelgono come meta le bellezze architettoniche e paesaggistiche del Val di Noto”.

 

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