Loris, impossibile dimenticarti…

È trascorsa un’altra giornata. In queste ultime ore l’attenzione dei media è stata rivolta alla figura della mamma del piccolo Loris. Chi è questa donna in realtà? Ha davvero potuto commettere questo assurdo e atroce delitto? Ed ecco allora alternarsi, tra programmi televisivi e articoli di giornali, interviste ai parenti più prossimi: la madre e la sorella in prima fila. Raccontano una Veronica dal passato tormentato e forse chissà capace, ma non da sola, di macchiarsi di questo crimine. La madre, prima sembra quasi disconoscere la figlia, parla di lei come la sig.ra Panarello, poi si ravvede e dichiara: “E’ sempre mia figlia”. Ma la sostanza non cambia la probabilità, per loro, che Veronica, aiutata da qualcun altro, abbia potuto uccidere suo figlio esiste!

Intanto le ore di quest’altra lunga giornata scorrono e la necessità di aggiornare i lettori e i telespettatori incombe. Ci si chiede allora come abbia reagito al fermo di Veronica il marito. Lui che sino a qualche ora fa la proteggeva, stringendola a se, dalle telecamere che in tutti i modi tentavano di riprenderla, cosa farà adesso? Con molta umiltà e lucidità e col cuore in gola chiederà solo che venga fatta giustizia:” Chiunque sia stato, fosse anche mia moglie, dovrà pagare”. David, un piccolo grande uomo che nonostante tutto ha dimostrato la sua immensa nobiltà d’animo, il suo grande senso di responsabilità, vittima vivente della più assurda tragedia che possa colpire un padre. Lui che avrebbe avuto tutti i motivi per puntare il dito, oggi, pur ammettendo la possibile responsabilità della moglie nella morte di suo figlio, chiede solo che venga fatta giustizia.

Ma lontano dai riflettori c’è un altro mondo. Un mondo fatto di bambini, genitori, insegnanti il cui unico pensiero che sfiora la mente è il ricordo indelebile di questo piccolo e fragile bambino che, seppur per poco, ha toccato le loro vite lasciando un ricordo indelebile.

Abbiamo vissuto nello stesso paese, Loris, ma purtroppo non ho avuto mai la possibilità di conoscerti. Sai tante cose sono cambiate qui da quando ero piccola io. È vero, se avessi avuto la possibilità di crescere lo avresti scoperto anche tu, qui spesso tutti sanno tutto di tutti. O perlomeno un tempo era così. Ho tanti ricordi da bambina, sai quel luogo che oggi i media nazionali definiscono terribile perché è li che ti hanno ritrovato, quando ero piccola io era invece una particolarità di questo nostro paesino. Eravamo affascinati dal mulino, dall’acqua che sgorgava dalla fontana, andarci era una festa. Oggi non è più così! Come non è più un paese in festa il nostro. Non abbiamo nulla da festeggiare.

In questi giorni, forse per uno strano destino, ho imparato a conoscerti, mi dispiace non averlo fatto quando ancora sereno e felice scorrazzavi qua e la.
Non volevo seguire questa tua brutta vicenda, difficile non sentirsi coinvolti in prima persona. Se fossi rimasta però sulle mie convinzioni, oggi, non avrei saputo nulla di te.

E invece, mentre tutti si affannavano a cercare altrove, io ho avuto modo di conoscere te. Un bambino speciale e non per quello che purtroppo ti è accaduto. Ma perché, seppur così piccolo e apparentemente fragile, custodivi in te la forza della vita. Ho guardato, spesso, in questi giorni, i tuoi grandi occhi, pieni di forza e spalancati alla vita, desiderosi di conoscere e di stupirsi. Ho ascoltato i racconti di chi ti ha conosciuto e ho provato ad immaginarti.

Loris  non credere a chi dice che ti abbiamo dimenticato. Qui, in questo piccolo paesino all’estremo sud della Sicilia, noi non ti abbiamo dimenticato e non ti dimenticheremo mai.

È vero ancora il tuo corpicino non ha trovato la pace, ma spero che almeno la tua anima abbia rimosso i tuoi ultimi istanti trascorsi su questa terra e possa serenamente godere della gioia dell’aldilà. Noi, qui, pregheremo affinché tu possa trovare l’eterno riposo e affinché tu, da lassù, possa aiutare i tuoi cari a superare questo momento così difficile e incomprensibile.

Print Friendly, PDF & Email