Maltempo, danni incalcolabili nelle aree ex Asi Siciliane

Le recenti piogge hanno messo a nudo la criticità delle nostre infrastrutture, la mancanza di manutenzione e salvaguardia del territorio ha creato danni incalcolabili.

Le aziende insediate nelle ex aree industriali siciliane e locatarie di immobili di proprietà dell’ente ASI in liquidazione, che dal 2012 ha l’obbligo di legge di vendere detti immobili ai legittimi assegnatari, sono doppiamente danneggiate per le condizioni in cui versano i capannoni che non vengono manutenuti da almeno dieci anni, con gravissime infiltrazioni di acqua proveniente dai tetti e da gli scarichi, che mettono a repentaglio la funzionalità delle attrezzature, le scorte e i prodotti finiti, con il rischio che anche la struttura subisca danni strutturali che possono causare danni anche alle persone che lavorano al loro interno.

Considerato il perdurare dell’immobilismo da parte dell’ente che non provvede a manutenere gli immobili e le infrastrutture, ne ad effettuare le vendite ai legittimi assegnatari, creando uno stato di totale degrado delle aree ex ASI Siciliane, Roberto Biscotto e Gaetano Polizzi, rispettivamente presidente e segretario regionale di pmiSicilia, chiedono un incontro urgente con l’assessore regionale alle attività produttive Girolamo Turano per poter procedere nei tempi più brevi possibili alle vendite dei capannoni, in modo che gli imprenditori possano provvedere a proprie spese alla riparazione e messa in sicurezza degli immobili.

“Se tali vendite non verranno effettuate in tempi brevi – afferma il presidente di pmiSicilia Caltanissetta nonché uno degli imprenditori colpiti Salvatore Vancheri – le aziende saranno costrette, loro malgrado, a rendere nulli i contratti di locazione per grave inadempienza da parte dell’ente e chiedere il rimborso di tutti le somme versate più gli interessi e i danni che le imprese hanno subito per la perdita di occasioni di sviluppo e di accesso al credito oltre che per la mancata patrimonializzazione delle stesse. Restiamo stupiti di come degli enti che dovevano essere il motore per lo sviluppo del territorio in realtà si sono trasformati in delle macchine infernali che hanno rallentato o annullato qualsiasi iniziativa di progresso economico creando – conclude Vancheri – sacche di stagnate burocrazia fine a stessa”.

 

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